Articoli taggati "Racconto"

Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel.

(Fonte originale)

“Non andrò mica a correre in giro per te a farti da domestica, se non conosco neanche il tuo piano”, disse la giovane avventuriera con un sorriso sfrontato.

“Pah!” sibilò Murdra. È così dunque.

Non sopportava l'avventuriera. Già il suo nome non le suscitava simpatia. Zyra. Chi è che si fa chiamare Zyra? Un nome straniero e civettuolo, esattamente come la persona. Da quando era entrata la prima volta nella Cleaved Maiden aveva iniziato a scherzare con tutti e ad immischiarsi ovunque. Era riuscita a farsi piacere da ogni avventore della taverna finora, solo Murdra non le dava confidenza.

Se lo sa lei lo sanno tutti, anche i briganti, ed il piano è andato! Scontrosa, Murdra scosse la testa in modo deciso. “Te lo puoi dimenticare”, ringhiò. “Non ti dico niente, altrimenti lo sa tutta la taverna!”

“Come vuoi”, disse Zyra. “Ma in tal caso puoi dimenticarti anche il mio aiuto.”

Murdra scrollò le spalle. “Troverò un altro stupido che mi aiuti”, rispose.

Zyra esibì un sorriso beffardo e di sfida, dopodiché si girò repentinamente, passò oltre il bancone ed entrò direttamente nella cucina di Murdra.

Murdra aspirò profondamente e strinse i pugni. “Nessuno entra in cucina!” esclamò, ma l'avventuriera aveva già quasi attraversato l'intera stanza.

“Davvero?” chiese Zyra brevemente, senza voltarsi verso Murdra. Afferò il pomello, aprì la porta e sparì nella pioggia ridendo.

Delle foglie bagnate entrarono sospinte dal vento.

“Maledetta bastarda!” sibilò Murdra. Corse verso la porta e la chiuse con forza. Afferrò la scopa e raccolse le foglie grugnendo. Quando ebbe finito si girò verso il bancone e vide lo straniero. Era appena entrato in taverna e si dirigeva verso Murdra.

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Pubblicato il domenica 7 novembre 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

“Bah!” sibilò Murdra, smuovendo le braci con un attizzatoio. Stava in piedi davanti al caminetto in cucina, lontana dai clienti della taverna. Li sentiva mormorare alle sue spalle. Murdra era sicura che la stessero fissando, o che la guardassero almeno con la coda dell'occhio. Danno la colpa a me, pensò. A me! Si trattenne dall'andare verso il bancone e sbatterci sopra l'attrezzo di metallo e si sfogò colpendo con ira le braci.
Come potrebbe essere colpa mia quel casino?
Era forse lei la responsabile della frana che aveva bloccato il passaggio verso le paludi? Era stata lei ad invitare i briganti a bloccare il ponte per Stewark?
Murdra scosse adirata la testa.
I taglialegna invece, si disse fra sé e sé, loro sì che ne hanno di colpe! Troppo dannatamente ubriachi per opporre la minima resistenza quando i briganti li hanno mandati via a calci dalla loro capanna vicino al ponte, quei cani miserabili! Se non avessero bevuto così tanto, il ponte sarebbe ancora accessibile e la locanda non avrebbe perso ogni contatto con il resto del mondo!
Murdra lanciò l'attizzatoio al suolo e si avvicinò lentamente al bancone, lanciando sguardi irati ai taglialegna seduti ad un tavolo dalla parte opposta della taverna. In risposta, loro volsero lo sguardo altrove.
Ah!, pensò Murdra. Si sentono in colpa, quegli stupidi!

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Pubblicato il martedì 12 ottobre 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

Bandiera di Setarrif
Bandiera di Setarrif.

Erano tornati; non tutti, ma molti. Murdra appoggiò la brocca e prese il vassoio con i boccali di idromele dal bancone, tornando in fretta ai tavoli attorno ai quali si accalcavano curiosi i combattenti della gilda. “Largo!” urlava insinuandosi tra i robusti uomini fino a raggiungere gli avventori ritornati dalla guerra.
I boscaioli sembravano stanchi, estenuati e mezzi morti. Indossavano delle armature leggere ormai consunte, decorate dallo stemma di Lord Gawaan. Sangue, fuliggine, terra e polvere erano rimasti incrostati sia sulla stoffa che sulla loro pelle. Non ce n'era uno tra di loro che non fosse in qualche modo ferito. Le loro ferite erano ricoperte da dei bendaggi sporchi. La gamba di Grengar era immobilizzata da una stecca di legno.
“Non farti pregare, Grengar” tuonò Rauter mentre Murdra appoggiava il vassoio sul tavolo. “Racconta!”
Grengar scuoteva la testa. “Mi fanno male ancora tutte le ossa, Rauter” sospirò, “e la mia bocca è ancora del tutto secca.”
“Beh, allora appoggia quella gamba e bevici su!” Rauter afferrò un boccale dal vassoio e lo mise saldamente in mano a Grengar.
Grengar seguì il suo consiglio. Appoggiò la gamba ferita su di uno sgabello e prese un lungo sorso di idromele. Poi sospirò: “Cosa vuoi sapere?”
“Tutta la storia” rispose Rauter.

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Pubblicato il domenica 3 ottobre 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

Una piccola barca.
Una piccola barca.

Il magazzino era pieno, ma la sala della taverna vuota; non del tutto, ma quasi.
Rauter era seduto al tavolo accanto alla porta assieme ad un paio di combattenti della gilda. Diego, che dopo un paio di settimane di assenza aveva fatto ritorno alla taverna di Murdra, si era unito a loro. Altrimenti non c'era nessuno — come capitava spesso ultimamente. Potrebbero almeno bere un po' di più, brontolava Murdra fissando il gruppo di uomini, che da ore discuteva della guerra, senza ordinare da mangiare e senza bere molto.
Finalmente Rauter sollevò il braccio. “Ehi, Murdra”, urlò. “Penso che potremmo sopportare un altro po' di idromele!”
Era ora, pensò Murdra riempendo i boccali che aveva preparato da tempo sul bancone. Poi andò al tavolo degli uomini e servì l'idromele.
“Dieci navi?!” Rauter emise un lungo sospiro. “Se arrivano a sud della città, Setarrif è perduta, giusto?”
Perduta è una parola importante”, rispose Diego. “Ho avvertito Ethorn. Saprà come difendere la città.”
“Dovevi rimanere ad aiutarli” disse Rauter.
“Da solo con la mia barca con la flotta Myrtaniana?” Diego sorrise a mezza bocca. “Non sarebbe servito veramente a niente. Tra l'altro ho altre attività in mente.”
“Sarebbe?” domandò Rauter.
“Mantenere il controllo della situazione dell'isola, ad esempio”, rispose Diego. “Contrabbandare ciò che serve sotto al naso dei Myrtaniani. C'è molto che è possibile fare per aiutare la gente senza rischiare inutilmente la vita.”
“Intendi rifornire la gente dell'isola con della merce che scarseggia?” domandò Rauter. “Ti servirà un magazzino.” Indicò Murdra con la testa. “Hai già parlato con la nostra cara locandiera?”
“Ci mancherebbe proprio”, ringhiò Murdra sbattendo l'ultimo boccale d'idromele sul tavolo.
Diego rise. “Niente paura, Murdra”, disse. “Ne ho già uno.”
Rauter fissava Diego con curiosità. “Sangue di un'arpia! Dove?”
Diego gli fece l'occhiolino con fare misterioso. “Non puoi svelare ciò che non sai.”
“Ehi!” esclamò Rauter indignato. “Sono affidabile, leale, giusto?”
“Anche se dovessero imprigionarti?” Diego scuoteva la testa deciso.

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Pubblicato il lunedì 27 settembre 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

Bandiera di castel Silverlake.
Bandiera di castel Silverlake.

“Ora serve il re al burrone di Thorniara”, ringhiò Murdra, mentre truce faceva passare lo straccio sul tavolo.
Diego mise al sicuro il suo boccale di idromele. “Lester?” chiese dubbioso mentre spostava anche la sciabola dal tavolo. “Sei sicura che stiamo parlando del medesimo uomo? Il Lester che intendo io è calvo ed è pieno di tatuaggi sul viso.”
Murdra annuì mantenendo l'espressione truce. “Non è l'unico che ora serve il re”, sibilò frustando un'estremità dello straccio contro il legno di quercia del tavolo. “Si sono portati via anche i pescatori, quei maledetti cani, ed i boscaioli!” Si mise lo straccio sopra ad una spalla. Il sudore freddo della rabbia le imperlava la fronte. “Tutti i miei maledetti clienti abituali si sono portati via! Mi rimangono soltando Rauter ed i combattenti della gilda, che quel giorno non c'erano, e qualche viaggiatore. Ma chi è che si mette in viaggio in tempi come questi, con questa guerra maledetta?”
Diego ripose nuovamente la sciabola sul tavolo. “Quando è accaduto?”
“Due giorni fa, verso mezzogiorno.”
“Strano”, mormorò Diego, sorseggiando il suo idromele senza pensarci. “A Stewark non si parlava del reclutamento della gente comune.”
“Infatti non c'erano soldati di Stewark”, ringhiò Murdra. “Soltanto quelli di Silverlake.”

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Pubblicato il domenica 19 settembre 2010
871 Visite
Arcania: Gothic 4

Scritto da Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

"È storto!", urlò Murdra da una parte all'altra del balcone sibilando fra i denti. I taglialegna avrebbero fatto un lavoro migliore, si rese conto, ma i pescatori lavoravano per meno soldi. Se paghi poco riceverai poco!
"Sei sicura?", chiese Lorn. Stava giusto per battere un chiodo con il martello.
"E' troppo basso a sinistra. Lo vedrebbe qualsiasi idiota!"
Lorn rimise il martello alla cintura. "Va bene", disse sospirando. "Hiulad: un po' più altro, che ne dici?". La faccia di Hiulad, già rossissima per lo sforzo, assunse un colorito purpureo. Con un grugnito, sollevò la balaustra più su di un palmo di mano. "Così?", gemette. Murdra corrugò la fronte. "Puoi anche dire qualcosa te, sai?", ruggì in direzione di Grengar, che stava seduto là vicino sorseggiando il suo idromele con uno sguardo divertito stampato sul volto.

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Pubblicato il lunedì 13 settembre 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel.

(Fonte originale)

Murdra aveva appena finito di vomitare anche l'anima, quando con gran fretta tornò in cucina dalla grotta del magazzino assieme a Rauter. Ora si trovava dietro al bancone, ascelle bagnate di sudore, un sapore amarognolo nella bocca appiccicosa e cercava a tastoni il tocco della gamba di legno, che aveva fatto stivare in mezzo alle zuppiere poco dopo la morte di Belgor in modo da averla sempre vicina. Le sue dita toccarono la gamba di legno, ma non servì a tranquillizzarla. Stanno arrivando, pensava, e soltanto: Stanno arrivando! Nella sua immaginazione la Cleaved Maiden era già ridotta ad un cumulo di macerie e della gamba di Belgor non rimaneva che un mucchietto di cenere. "No!" mormorò Murdra decisa, tirando la gamba fuori da sotto al bancone. La salverò, giurò a se stessa. Non importa ciò che accade! Strinse la gamba più forte mentre lasciava girare lo sguardo in giro per lo stanzone.

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Pubblicato il mercoledì 8 settembre 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel

(Fonte originale)

Toc. ta-toc, toc, toc.

Duecentocinquantotto giorni. Murda strinse i denti così forte da sentirli scricchiolare. Per duecentocinquattotto lunghi giorni solitari la gamba di legno era rimasta silenziosa. Adesso risuonava nuovamente, ma con ritmo incostante.

Toc, ta-toc, toc, toc.

Murdra
Murdra, la locandiera della "Cleaved Maiden".

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Pubblicato il martedì 16 febbraio 2010
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Arcania: Gothic 4

Di Daniel Stacey (Mage of Adanos)

(Fonte originale)

Vestiti della gente
Vestiti della gente "comune" di Argaan.

Belgor era morto.

Il suo corpo giaceva sul pavimento della stanza numero tre, con le braccia attorno al petto quasi fossero bende. Me ne stavo in piedi, muto ed immobile, cercando di non fissarlo, ma la sua faccia contorta ed incredula mi attirava con una sensazione di fascino colpevole. Era successo ancora. Un altro s'era avvicinato troppo.

«Perché?»

La voce rauca della locandiera non riusciva a coprire la sua rabbia. Continuai a dare la schiena alla porta da cui si era affacciata la donna.

«Perché?»

Il suo grido, simile ad un ululato, mi catturò, quasi mi avesse afferrato lei stessa. Mi girai. I suoi occhi arrossati dallo sguardo pungente mi penetrarono, mentre delle linee le solcavano la fronte sotto i raccolti capelli ingrigiti.

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Pubblicato il lunedì 15 giugno 2009
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Arcania: Gothic 4

Di Hans-Jörg Knabel e
Daniel Stacey (Mage of Adanos)

(Fonte originale)

Vestiti della gente
Vestiti della gente "comune" di Argaan.
«Non c'è proprio niente da ridere», sibilò Murdra con uno sguardo rabbioso a Ped, che si era rannicchiato a terra mentre cercava di raccogliere velocemente i cocci. Il nuovo garzone era peggiore del precedente. Lento, pigro e debole, pensò Murdra. Non riesce neanche a portare quattro birre! Gettò uno straccio sulla pozzanghera di birra. «Pulisci!»
«Non è così grave dopotutto», disse Belgor con un tono tranquillizzante nella voce.
«Bah!» mormorò Murdra. Il ragazzo di prima sarebbe stato sgridato, mentre questo nuovo continua ad essere viziato... già da due settimane ormai! «Ha rotto i boccali e quattro uomini stanno aspettando la loro birra», esclamò accusatrice. Presa dall'ira colpì il garzone col piede. «Dove sono?»
«Al tavolo centrale», borbottò Ped.
«Garv ed i suoi amici», grugnì Murdra dopo una breve occhiata alla sala della taverna. «Se la prenderà!» Mise quattro nuovi boccali sul bancone e li riempì di birra. Quando ebbe finito, il garzone era ancora accovacciato intento a ripulire il pavimento. «Muoviti!» ordinò Murdra, prendendo i boccali ed entrando nella sala a passi pesanti.

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Pubblicato il domenica 31 maggio 2009
1436 Visite
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