Sul portale tedesco Gamona.de, il redattore Sebastian Thor esprime il suo giudizio su “Arcania: Gothic 4”. Di seguito la traduzione in italiano.
“Volete farmi sprecare tutto il mio tempo?” si chiede ad un certo punto l'eroe senza nome. Mi piace questa frase perché riassume in maniera onesta “Arcania: Gothic 4”. JoWooD, Spellbound, cos'è questa sottospecie di gioco di ruolo mal realizzato?
Avete dei cari ricordi di ciò che dieci anni fa Gothic era riuscito a fare e che Arcania non riesce a raggiungere neanche per un secondo? Allora lasciate perdere. Cliccate da un'altra parte. Risparmiate tempo e frustrazione. Aspettate il nuovo Fallout o Two World 2 per quanto mi riguarda, oppure sperate che Bethesda riapra i cancelli di Tamriel prima o poi. Se proprio volete, continuate a leggere, ma preparatevi a scendere nell'inferno del cattivo game design.

Ingenuo, banale e realizzato senza cura — neanche l'inizio è particolarmente convincente.
L'inizio è sopportabile, del resto il giocatore non sa cosa lo attenderà. I primi passi sono semplici, realizzati con ingenuità, visti centinaia di volte in altri giochi. Si entra nel ruolo di un pastore barbuto, si attraversano pascoli e si uccidono animali, il tutto per... aspetta, sposarsi?
Beh, può capitare se vostro suocero è imbufalito e nel nome di qualche “tradizione di famiglia” esige che recuperiate un pugnale da una grotta e scacciate dei contrabbandieri. Pazienza, dedichiamoci a questo compito. Tuttavia mi chiedo perché mai nessuno del villaggio voglia parlare con me e darmi qualche informazione sul mondo. Ma è un dubbio del tutto secondario finché mi attendono attività interessanti come la raccolta dei funghi, la caccia al cervo e la ricerca di inutili manufatti.
Uccido alcune delle mie pecore e nessuno se la prende. Rubo il possibile e nessun cittadino osa aprire bocca. Estraggo l'arma e meno fendenti nell'aria — tristemente notando che non è possibile colpire alcunché. Beh, si tratta di un tutorial del resto. Incontro il contadino Knut che — ovviamente — ha problemi con la fauna locale. Altri contadini invece siedono in taverna, con la stessa posa gobbuta, ognuno con il proprio boccale davanti al naso. Dopo trenta secondi di attesa imbarazzante, uno di loro alza il braccio con il verso di voler richiamare l'attenzione della ragazza dietro al bancone. Peccato che non ci siano né bancone, né ragazza.

Gli Spellbound falliscono nel design delle donne esattamente come i Piranha Bytes, stavolta però i dialoghi sono tre volte peggio.
Provo ad attaccar bottone con la prossima pescatrice, che mi risponde: “Non ho tempo per stranieri.” Rimango ammutolito per un po'. Dovrei ridere o piangere? Oppure raccontarvi che ci sono una manciata di frasi standard di risposta che vengono ripetute dall'inizio alla fine del gioco? In sostanza è una cosa che può anche andar bene, ma in una cittadina di pescatori in cui tutti conoscono tutti, non aiuta di certo il realismo del mondo di gioco.
Continua...