Introduzione

Re Rhobar era tutto solo nella sua sala del trono, soprappensiero davanti al pezzo di minerale che stava di fronte a lui. Con una certa attrazione esaminava le numerose vene viola che davano a quel solido pezzo di roccia un'aura magica.

"Il mio impero è stato costruito sul potere di questo minerale e senza di esso lo perderò molto presto. Il Caos si sta diffondendo rapidamente con l'impeto di uragano. I contadini si ribellano in tutto il paese, rifiutandosi di pagare le tasse. A questo punto, non c'è nulla che io possa fare. Troppe battaglie sono state perse, troppi soldati hanno perso le loro vite. Il mio esercito, una volta così potente, è diventato troppo debole per poter affrontare gli orchi. Senza una nuova consegna di metallo da Khorinis, temo che non sopravviveremo al prossimo loro assalto."

Si alzò e si avvicinò alla finestra. Un cupo silenzio sovrastava la città, interrotto soltanto dal suono distante e monotono dei tamburi degli orchi.

Lo sguardo fisso del re vagò dalla città fino al porto. La malandata nave mercantile Esmeralda, l'unica sopravvissuta della sua impressionante flotta, era tutto ciò che gli era rimasto. Il resto ora giaceva in fondo al mare, sconfitta e affondata dalle potenti galee degli orchi.

Il Re tolse lo sguardo da quel triste spettacolo, e lo volse sugli enormi camini degli altoforni. I loro fuochi non erano accesi da due settimane. Si innalzavano malinconici e sporchi di fuliggine, come lo scheletro di un regno una volta potente.

Senza il minerale, l'esercito del re aveva subito una sconfitta dopo l'altra. L'arsenale era vuoto e senza il minerale non c'era modo di cambiare il corso degli eventi. Da qualsiasi parte la si volesse vedere, c'era bisogno del minerale!

"Devo prendere una decisione. Il cerchio delle forze assedianti molto presto circonderà tutta la zona, ma non è troppo tardi...ancora. Fare una sortita potrebbe essere la soluzione ma non ho abbastanza uomini né armi...no. Non c'è niente da fare, ho bisogno del minerale."

Mentre il suo sguardo si spostava sulla capitale del regno, egli iniziò a preparare un ambizioso quanto disperato piano.

"Se questo piano dovesse fallire, tutto sarà perduto. Allora il mio impero cadrà in rovina e solo gli storici lo ricorderanno. Ma non lo permetterò. Se mi attivo in tempo..."

Si destò dal suo letargo e chiamò un valletto.

"Chiamate Lord Hagen. Ho bisogno di lui per un compito molto importante."

Poco dopo, un guerriero esausto entrò nella sala del trono. Come la maggior parte degli altri soldati non dormiva da giorni, e solo una ferrea disciplina lo teneva in piedi.

"Avete domandato di me, mio sire?"
"Lord Hagen, ho bisogno di voi per una importante missione. La nostra sopravvivenza ed il destino dell'intero regno sono nelle vostre mani. Non dovete fallire!"
"La mia vita è di nessuna importanza, mio re. Non mancherò al mio dovere, anche se ciò dovesse costarmi la vita"
"L'Esmeralda è a vostra disposizione. Prendete un centinaio dei vostri migliori guerrieri e salpate per Khorinis. Non tornate a meno che la stiva della nave non sia piena di minerale. Non c'è tempo da perdere, partite immediatamente."

Il Gioco

"Quando avete bisogno di qualcosa e non sapete dove trovarlo, andate a Khorinis. Là potrete certamente comprarlo" - Anonimo

La valle mineraria di Khorinis. I giorni gloriosi di quella che una volta era una produttiva miniera in questa piccola regione bagnata dal mare, sono lontani. Circondati da una impenetrabile barriera magica, gli schiavi trascorrevano la loro misera esistenza in questa prigione apparentemente naturale.

Un uomo coraggioso è riuscito a spezzare le catene della prigionia. Seguendo la propria aspirazione alla libertà, si è avventurato in profondità nei tempi sotterranei. Con la volontà di fare qualsiasi cosa fosse necessaria, è riuscito a sconfiggere il male distruggendo per sempre la barriera magica. Spinti dall'odio per la lunga oppressione subita, i prigionieri attraversarono l'unico passaggio che li conduceva verso la libertà.

Nessuno a Khorinis era preparato ad una simile evenienza. Troppo a lungo avevano vissuto con un distorto concetto di sicurezza che proveniva dalla cupola magica apparentemente indistruttibile. La piccola guarnigione cittadina riuscì a riunire abbastanza uomini da respingere l'attacco. Dopo numerosi scontri sanguinosi, molti prigionieri riuscirono a fuggire e trovarono rifugio nel bosco o tra le montagne rocciose della campagna circostante.

Il numero costantemente crescente di incursioni nelle vicinanze delle mura della città e la spregiudicatezza dei banditi, rischiavano di paralizzare la città intera. Irritati dall'incapacità della milizia di proteggere i loro poderi, alcuni dei coltivatori formarono un'alleanza con i rifugiati, non essendo più diposti alla fedeltà verso il re.

Khorinis sta affrontando un futuro incerto. A causa della diminuita produzione dei coltivatori, i rifornimenti di cibo sono sempre più scarsi, e le scorte diminuiscono continuamente. Il controllo della milizia termina alle porte della città. Fuori dalle mura che circondano la città, nessuno è al sicuro dalle incursioni armate dei banditi.

C'è la guerra a Khorinis. Una guerra civile.

Ma c'è qualcosa che non poteva essere previsto. Il male non è morto, e sta rialzando la testa ancora una volta. Ma questa volta è ben deciso ad assestare il colpo finale all'umanità, e nessuno potrà fermarlo.

Nessuno?