Articoli taggati "Recensione"


Multiplayer.it ha testato e recensito il nuovo nato in casa Nordic Games (ex JoWood), l'espansione per Arcania "Fall of Setarrif". (continua...)

Pubblicato il venerdì 4 novembre 2011
1916 Visite

Arcania: Gothic 4 - Teatro dell'assurdo

Recensione di Darth Roxor
(Fonte originale)

Visione d'insieme

Tutta questa situazione ha, devo confessarlo, tutti i segni premonitori di un altro bel casino. (“This whole situation has I must confess, All the tell-tale signs of another fine mess”, citazione di Another Fine Mess degli Skyclad, NdT)

Aahhh, Gothic. Ha forse bisogno di presentazioni questo nome? Non credo. Penso che tutti abbiano familiarità con la serie che presenta, forse, una dei migliori sistemi di esplorazione di un mondo aperto fra tutti i giochi di ruolo per computer, abbinato ad un fantastico sistema di combattimento action-GDR. O questo almeno fino a Gothic 3, che aveva suscitato sentimenti contrastanti sia fra i fan che fra la critica, il che aveva aveva portato il publisher, JoWood, a togliere i diritti allo sviluppatore originale, Piranha Bytes, per darli alla Spellbound Studios.

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Pubblicato il martedì 9 novembre 2010
4610 Visite

Sul portale ufficiale Xbox.com è stata pubblicata la recensione di Meghan Watt, dedicata ad Arcania: Gothic 4. Di seguito la traduzione in italiano.

Quando uno sventurato eroe giura vendetta ad un malvagio re, per la perdita della propria fidanzata incinta, sapete, ci si aspetta che l'eroe menzioni la sua futura moglie ormai compianta, almeno una volta durante le 25 ore della campagna di gioco. E si suppone pure che il conseguente incontro con questo diabolico monarca scateni un evento, una scena cinematografica, un duello all'ultimo sangue, o per lo meno qualche scambio di battute necessario.

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Pubblicato il venerdì 5 novembre 2010
2398 Visite

(Fonte originale)

Ho avviato Arcania - Gothic 4 pieno di speranze. Dopo l'immensa delusione di Gothic 3, la JoWood poteva forse sbagliare il capitolo del rilancio? E poi i titoli di Spellbound mi sono sempre piaciuti (i Desperados non erano affatto malvagi). Mettersi a fare il gioco dei confronti tra ciò che era la serie Gothic e ciò che è diventata con Arcania per molti non è giusto: i profeti del conformismo vogliono che ogni gioco sia valutato come se non esistesse un passato, e sarei anche stato disposto a farlo se davanti al titolo non fosse stato apposto un quattro grosso come una casa, recuperato a fini di marketing dopo che si era pensato di abbandonare la serie. Mi dispiace ma, come dice una mia amica: se dopo aver fatto sesso con tre ragazzoni di colore di fila ti tocca farlo con Berlusconi, i confronti li fai, eccome.

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Pubblicato il venerdì 5 novembre 2010
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Data di pubblicazione: 13/10/10
Di VoxClamant.

(Fonte originale)

Questa è una recensione davvero difficile da scrivere. ArcaniA è stato sviluppato per i GDRisti casual, che sicuramente lo apprezzeranno molto. Credo perfino che ArcaniA contribuirà a creare una nuova generazione di GDRisti che vorrà presto provare i GDR tradizionali. Ma ArcaniA verrà anche giudicato dai GDRisti classici, che lo considereranno un bel passo indietro rispetto a Gothic 3. La valutazione di ArcaniA dipende in buona parte dal tipo di occhiali che state indossando - quelli da GDR casual o quelli da GDR classico.

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Pubblicato il domenica 24 ottobre 2010
2631 Visite

Data di pubblicazione: 18/10/10
Di Brett Todd.

(Fonte originale)
Versione testata: Xbox 360

Arcania è stato semplificato in un RPG d'azione generico, quindi non è più un gioco in stile Gothic, ma ne conserva solo il titolo.

Tra tutti gli epici RPG che sono usciti e passati nello scorso decennio, Gothic è sempre stato uno dei più singolari. Con i primi tre giochi della serie il team di sviluppo Piranha Bytes si guadagnò un sacco di fan e il giusto numero di detrattori per la netta difficoltà, la tetra trama, e i controlli particolari. Sono sicuramente dei giochi non convenzionali, ma per lo meno garantiscono un'esperienza da RPG hardcore. Questa peculiarità è stato gettata dalla finestra con Arcania: Gothic 4, un Gothic solo di nome. Tutto ciò che ha fatto emergere dalla massa la prima trilogia è stato trascurato dal team tedesco di sviluppo Spellbound, che ha trasformato il nuovo gioco in un RPG in terza persona 'ammazza e raccogli'. Laddove i giochi precedenti erano forse un po' troppo impegnativi, il modello corrente non lo è abbastanza, essendo poco più di un hack'n'slash raccogli-bottino e degno di nota solo per la sua incredibile generica personalità.

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Pubblicato il sabato 23 ottobre 2010
2160 Visite

Data di pubblicazione: 20/10/10
Di Marco "Sidmarko" Locatelli.

(Fonte originale)

In questi ultimi anni si sta assistendo ad una profonda metamorfosi del videogioco di ruolo, il quale tende in taluni casi ad ibridarsi con altri generi, come visto di recente con Mass Effect, oppure ad erigersi a vero e proprio spartiacque fra videogioco casual e hardcore, basti pensare a Baldur's Gate o Neverwinter Nights, ma anche al più recente Dragon Age: Origins. Questo fenomeno ha portato una distinzione sempre più netta fra il videogioco di ruolo classico e le sue "derivanti" o nuove interpretazioni, dall'approccio certamente meno rigido e profondo. Applicando questo paradigma al nostro caso specifico, ovvero il nuovo capitolo di Gothic, entrano in campo anche altre variabili, che tengono conto delle peculiarità che hanno fatto apprezzare il titolo e l'hanno reso unico. A questo si aggiunge il nocciolo duro degli appassionati, che difficilmente accetta compromessi o stravolgimenti di una serie a lungo corso, come nel caso di Gothic. Ma perché tutto questo preambolo? Semplicemente perché lo scettro degli sviluppatori è passato, per la prima volta nella storia della serie, dai Piranha Bytes a Spellbound Entertainment , e la paura di un mutamento della serie (in parte già avvenuta con il terzo capitolo) è spesso fondata quando alla cabina di regia siede un nuovo team. Andiamo a scoprire se Gothic IV è il vero erede di questa storica saga ruolistica targata JoWood o è la nuova "vittima" della metamorfosi che sta manipolando i nuovi GDR. Dopo il cambio di rotta del terzo capitolo e l'addio degli sviluppatori storici, molti fan si aspettano da questo quarto capitolo un ritorno degno dell'attesa. Scopriamo insieme se è questo il caso.

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Pubblicato il mercoledì 20 ottobre 2010
1787 Visite

Sul portale tedesco Gamona.de, il redattore Sebastian Thor esprime il suo giudizio su “Arcania: Gothic 4”. Di seguito la traduzione in italiano.

“Volete farmi sprecare tutto il mio tempo?” si chiede ad un certo punto l'eroe senza nome. Mi piace questa frase perché riassume in maniera onesta “Arcania: Gothic 4”. JoWooD, Spellbound, cos'è questa sottospecie di gioco di ruolo mal realizzato?

Avete dei cari ricordi di ciò che dieci anni fa Gothic era riuscito a fare e che Arcania non riesce a raggiungere neanche per un secondo? Allora lasciate perdere. Cliccate da un'altra parte. Risparmiate tempo e frustrazione. Aspettate il nuovo Fallout o Two World 2 per quanto mi riguarda, oppure sperate che Bethesda riapra i cancelli di Tamriel prima o poi. Se proprio volete, continuate a leggere, ma preparatevi a scendere nell'inferno del cattivo game design.


Ingenuo, banale e realizzato senza cura — neanche l'inizio è particolarmente convincente.

L'inizio è sopportabile, del resto il giocatore non sa cosa lo attenderà. I primi passi sono semplici, realizzati con ingenuità, visti centinaia di volte in altri giochi. Si entra nel ruolo di un pastore barbuto, si attraversano pascoli e si uccidono animali, il tutto per... aspetta, sposarsi?
Beh, può capitare se vostro suocero è imbufalito e nel nome di qualche “tradizione di famiglia” esige che recuperiate un pugnale da una grotta e scacciate dei contrabbandieri. Pazienza, dedichiamoci a questo compito. Tuttavia mi chiedo perché mai nessuno del villaggio voglia parlare con me e darmi qualche informazione sul mondo. Ma è un dubbio del tutto secondario finché mi attendono attività interessanti come la raccolta dei funghi, la caccia al cervo e la ricerca di inutili manufatti.

Uccido alcune delle mie pecore e nessuno se la prende. Rubo il possibile e nessun cittadino osa aprire bocca. Estraggo l'arma e meno fendenti nell'aria — tristemente notando che non è possibile colpire alcunché. Beh, si tratta di un tutorial del resto. Incontro il contadino Knut che — ovviamente — ha problemi con la fauna locale. Altri contadini invece siedono in taverna, con la stessa posa gobbuta, ognuno con il proprio boccale davanti al naso. Dopo trenta secondi di attesa imbarazzante, uno di loro alza il braccio con il verso di voler richiamare l'attenzione della ragazza dietro al bancone. Peccato che non ci siano né bancone, né ragazza.


Gli Spellbound falliscono nel design delle donne esattamente come i Piranha Bytes, stavolta però i dialoghi sono tre volte peggio.

Provo ad attaccar bottone con la prossima pescatrice, che mi risponde: “Non ho tempo per stranieri.” Rimango ammutolito per un po'. Dovrei ridere o piangere? Oppure raccontarvi che ci sono una manciata di frasi standard di risposta che vengono ripetute dall'inizio alla fine del gioco? In sostanza è una cosa che può anche andar bene, ma in una cittadina di pescatori in cui tutti conoscono tutti, non aiuta di certo il realismo del mondo di gioco.

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Pubblicato il lunedì 18 ottobre 2010
2959 Visite

Data di pubblicazione: 18/10/10
Di Volodia Pellegrini.

Arcania: Gothic 4 - Un nuovo eroe senza nome

Spellbound riporta sui nostri schermi l'amata-odiata serie Pirahna Bytes... e la snatura oltre il semplice cambio di nome!

Versione testata: PC

La serie Gothic, iniziata nell'ormai lontano 2001 e proseguita a fasi alterne fino al 2007, è stata spesso considerata come un'ottima saga fantasy che, soprattutto nei primi due titoli e nell'espansione del secondo, probabilmente il punto più alto raggiunto in quasi dieci anni, ha saputo conquistare il cuore di un'infinità di appassionati grazie a una serie di dettagli e di finezze che raramente si erano viste, e che per certi versi superavano la grandezza dei concorrenti diretti: la serie The Elder Scrolls di Bethesda.

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Pubblicato il lunedì 18 ottobre 2010
2417 Visite

Di seguito proponiamo in italiano la recensione di Michael Graf, pubblicata dalla rivista tedesca GameStar, di “Arcania: Gothic 4”.

Arcania si chiama Gothic 4, ma non ha molti dei pregi dei suoi precedessori. Tuttavia, non è quella la cosa grave. Il fatto che Arcania non abbia neanche molti dei pregi classici dei giochi di ruolo invece sì.

Già nei primi cinque minuti, Arcania: Gothic 4 cerca di dare un'idea di tutto ciò che sbaglierà più avanti nel gioco. Nel mini-tutorial — un sogno dell'eroe — si affrontano orde di guerrieri scheletrici. Senza una vera sfida, senza un vero motivo: un compito inutile ed obbligatorio. Non c'è dubbio, il gioco migliora di seguito: sviluppa un suo flusso, una sua dinamica, funziona. Ma non cattura l'attenzione e non convince.

A pensare però che tutto sarebbe potuto, anzi sarebbe dovuto, andare per il verso giusto. Dopo un Gothic 3 eccessivamente ambizioso e catastrofico nell'esecuzione, lo sviluppatore Piranha Bytes ed il publisher JoWooD si erano separati. JoWooD aveva ottenuto i diritti sulla saga ed aveva riunito un team esperto, lo studio Spellbound di Kehl, che avrebbe potuto riportare il nome di Gothic ai fasti del tempo. Questa era la situazione tre anni fa.

Nel frattempo Piranha Bytes è andata avanti: Risen è considerato un “Gothic migliorato”, proprio perché capace di far rivivere lo charme della serie, ma senza magagne tecniche. Soprattutto grazie al fatto che gli sviluppatori moderarono le loro ambizioni dopo la Waterloo di Gothic 3, riportandosi sostanzialmente ai livelli di Gothic 2.

Arcania, il “Gothic 4” ufficiale, si rivela essere una specie di paradosso. Spezza le catene di molte tradizioni della saga di Gothic ed al tempo stesso probabilmente fallisce per le stesse ragioni del suo diretto predecessore: anche Arcania sembra eccessivamente ambizioso e fin troppo grande. Si nota subito che il gioco non è completo, anche se stavolta ci viene risparmiata l'odissea di bug che avevano accompagnato il precedente episodio. Al suo posto invece, troviamo un gioco eccessivamente monotono.

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Pubblicato il sabato 16 ottobre 2010
3486 Visite
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