Settimana a tema JoWooD: intervista a Stefan Berger

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Come vi avevamo annunciato qualche tempo fa, eccovi l'intervista fatta da PCGames.de a Stefan Berger, Business Development Manager presso JoWooD. Tradotta in inglese su World of Gothic, eccola ora in italiano.

PC Games: Stefan, lavori per JoWooD da 10 anni ormai, sei parte attiva degli affari dell'azienda e conosci la compagnia come pochi altri. In breve: come stanno andando le cose per te? A cosa stai lavorando?

Stefan Berger: Sto lavorando a varie transazioni al momento. Come saprete sicuramente, JoWooD ha chiuso i battenti ed è in liquidazione.

Andre Beccu

PC Games: Secondo te cos'ha causato la fine di JoWooD?

Stefan Berger: Direi le scarse vendite dovute ad una qualità scarsa dei nostri prodotti. Non è certo un segreto che i nostri prodotti non raggiungessero standard elevati. Se gli acquirenti sono contenti e le richieste per un sequel sono molte, va tutto bene. Purtroppo, questo non sempre è stato il caso dei nostri giochi. Questa è stata prima di tutto colpa nostra, non si può negarlo.

PC Games: Il conflitto con sviluppatori, studio e publisher ha senza dubbio avuto effetti negativi sull'opinione dei videogiocatori. Ritieni corretto dire che a JoWooD importasse più dei propri affari che di sviluppare videogiochi?

Stefan Berger: No, anche se le cose si sono rivelate essere così alla fine. Ci siamo allargati troppo senza porre basi solide, abbiamo provato tutto ciò che era possibile, compresi distribuzione, pubblicazione, sviluppo, ecc., il che non si può dire di molte compagnie. Si potrebbe commentare i nostri sforzi dicendo che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba.

PC Games: Tu ti occupavi dello sviluppo degli affari e di decidere a chi affidare lo sviluppo di ciascun gioco. Quali scelte ripeteresti e di quali invece ti sei pentito?

Stefan Berger: Durante i miei dieci anni in JoWooD, che voglio considerare nella loro interezza, ho lavorato in quasi tutti i settori. Si potrebbe dire che ho peccato d'ambizione: mi sono dedicato a game design, marketing, sviluppo ed altro, ma non siamo poi riusciti a dare fondamenta solide ai settori veramente importanti. Eravamo un piccolo gruppo che ha puntato troppo in alto. "Se solo avessi potuto fare questo, o quest'altro." Non si può fare altro che imparare dai nostri errori e sperare che non si ripetano in futuro.

PC Games: Quale ritieni essere il tuo periodo migliore nell'azienda?

Stefan Berger: Sono sempre stato abbastanza felice. Ho avuto sia momenti positivi che momenti negativi, ma ce sono alcuni che ricordo con gioia: quelli di coesione all'interno della compagnia. Ho conosciuto molte persone, con le quali ho avuto piacevoli conversazioni in varie occasioni. Quelli erano giorni felici, nonostante i nostri problemi, abbiamo cercato di venirne fuori tutti insieme. Questo ci ha uniti.

PC Games: Il curatore fallimentare intende vendere l'intera compagnia entro la fine di Giugno. Che ne sarà dei vostri giochi?

Stefan Berger: Saranno trasferiti al nuovo proprietario, ripubblicati e, speriamo, venduti nuovamente. Questo non riguarda solo i giochi di ruolo come Gothic, The Guild e Spellforce, ma anche titoli più classici come The Nations, Aquanox e così via. C'è ancora la possibilità di sfruttare alcuni di questi marchi.

PC Games: E per quanto riguarda alcuni giochi già annunciati, come Faith in Destiny e Fall of Setarrif?

Stefan Berger: Lo deciderà il nuovo proprietario.

PC Games: I diritti di Gothic presto torneranno ai Piranha Bytes. Puoi confermarcelo?

Stefan Berger: Ci sono accordi ancora validi che consentono di ripubblicare per un certo periodo Gothic 4 e la sua espansione. Questo accordo sarà fatto valere anche dal nuovo partner, se sarà il caso. I titoli a cominciare da Gothic 5 saranno di proprietà dei Piranha Bytes, come stabilito molti anni fa.

PC Games: JoWooD è stata criticata molto duramente dai fan. Ci sono stati momenti in cui sentivate di non meritarvelo?

Stefan Berger: No, a mio avviso abbiamo fatto abbastanza errori da meritarci queste critiche feroci. È vero, abbiamo sbagliato molto, ma l'errore più grande penso sia stato volere fare troppo. Abbiamo sempre cercato di creare la proverbiale gallina dalle uova d'oro, per esempio un gioco che offrisse tutte le possibilità. Dieci USP (Unique Selling Proposition, ossia tratti unici e distintivi), duemila caratteristiche, e così via. Questo spesso si è rivelato troppo per gli sviluppatori, per quanto ci credessero loro ed anche noi. Più grande era il gioco, maggiori erano le possibilità di compiere errori e le difficoltà nel piazzare un prodotto ben rifinito sul mercato. Questo è ciò che abbiamo imparato nel corso degli anni: bisogna rimanere concentrati e stabilire strategie chiare per ciascun settore. È un peccato che alcune persone abbiamo sempre solo evidenziato gli aspetti negativi ed abbiamo biasimato solo un gruppo. In questo genere di attività ci sono sempre due o più gruppi coinvolti, e si possono sempre tirar fuori i vari "se avessi fatto, se avessi potuto, ecc.", ma non lo farei mai pubblicamente. È una cosa che riguarda solo i partner.

PC Games: Quali sono i tuoi piani, una volta che non sarai più dipendente JoWooD?

Stefan Berger: Stiamo a vedere. Lo sapremo solo con il tempo, ed io personalmente non vedo l'ora.

Traduzione italiana di -Henry-