Recensione di GameSpot.com

Data di pubblicazione: 18/10/10
Di Brett Todd.

(Fonte originale)
Versione testata: Xbox 360

Arcania è stato semplificato in un RPG d'azione generico, quindi non è più un gioco in stile Gothic, ma ne conserva solo il titolo.

Tra tutti gli epici RPG che sono usciti e passati nello scorso decennio, Gothic è sempre stato uno dei più singolari. Con i primi tre giochi della serie il team di sviluppo Piranha Bytes si guadagnò un sacco di fan e il giusto numero di detrattori per la netta difficoltà, la tetra trama, e i controlli particolari. Sono sicuramente dei giochi non convenzionali, ma per lo meno garantiscono un'esperienza da RPG hardcore. Questa peculiarità è stato gettata dalla finestra con Arcania: Gothic 4, un Gothic solo di nome. Tutto ciò che ha fatto emergere dalla massa la prima trilogia è stato trascurato dal team tedesco di sviluppo Spellbound, che ha trasformato il nuovo gioco in un RPG in terza persona 'ammazza e raccogli'. Laddove i giochi precedenti erano forse un po' troppo impegnativi, il modello corrente non lo è abbastanza, essendo poco più di un hack'n'slash raccogli-bottino e degno di nota solo per la sua incredibile generica personalità.

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Non c'è molto da fare a parte uccidere e raccogliere item vari.

Nonostante i numerosi cambiamenti nel gameplay, Arcania è ambientato nella stessa antica terra di Gothic, Myrtana. Dieci anni sono passati dalle vicende di Gothic 3 e re Rhobar III è afflitto da una sorta di follia che l'ha reso piuttosto sanguinario. Voi giocate nel ruolo di un eroe anonimo coinvolto in un'enorme guerra che devasta il regno, a tal punto che il suo villaggio nativo è raso al suolo e la sua fidanzata incinta viene uccisa dalle truppe di Rhobar. La situazione peggiora dopo appena un paio di ore di gioco e una manciata di missioni introduttive, così facendo, in effetti, il nuovo Gothic somiglia al vecchio Gothic. Tuttavia nella storia non c'è nulla di ben sviluppato. Il mondo non sembra proprio reale, con personaggi piatti che non sono approfonditi e non notano neanche se vagate nelle loro case e rubate oggetti preziosi dai loro forzieri - a differenza delle loro controparti in molti altri giochi. Traduzioni povere e doppiaggio banale rendono il dialogo troppo semplicistico, a volte un po' stupido. Molte scene sembrano essere state modificate stranamente o troncate in modo brusco. Il momento in cui la fidanzata muore tra le braccia dell'eroe, per esempio, ha lo stesso impatto emotivo di vedere il proprio fratellastro mangiare carne in modo spasmodico.

Quel che l'eroe è chiamato a fare per ottenere vendetta è pure difficile da individuare. Le missioni seguono una sorta di formula fissa. Ogni singola persona che incontri ha bisogno di qualcosa, così vi ritrovate a giocare in un infinito "una mano lava l'altra". Vi trascinate di continuo in giro per il mondo cercando mostri specifici da uccidere, artefatti ed erbe da raccogliere, e così via. Non c'è nulla di interessante in questi lavori da fattorino. Gli stessi esatti incarichi sono stati distribuiti meglio in altri RPG da un paio di decenni, e nessuno dei personaggi con cui si interagisce è così indimenticabile. Non viene approfondito nulla della loro personalità, e i dialoghi forzati rendono difficile accettare gli altri personaggi come persone reali. Piuttosto che parlare con altri esseri umani, sembra di tirar giù incarichi casuali da una bacheca, che di tanto in tanto indossa un vestito e finge di essere una grassa ostessa medievale.

Qualche problema di design interferisce con la capacità di completare queste missioni. La mappa è troppo piccola e limitata come dimensioni, con la nebbia di guerra così serrata da non far vedere niente sulla mappa, che non si possa vedere nella schermata principale di gioco. Icone ben visibili evidenziano le missioni locali nella minimappa, ma appaiono solo quando si è in pratica proprio vicinissimi al luogo, persona o cosa che si sta cercando. Come risultato, bisogna seguire le indicazioni date quando viene proposta una missione. In generale queste indicazioni conducono dove serve andare, sebbene nel mondo odierno del GPS sia un po' noioso dover fare i conti con commenti vaghi come "gira a est alla torre di vedetta e dirigiti verso la collina".

Le mappe sono anche molto grandi, con aree esterne piene di intricati sentieri e piste che si uniscono e girano intorno alle colline. Le ambientazioni boschive sembrano fatte bene in uno stile un po' da Oblivion, e le transizioni prive di interruzioni tra la maggior parte delle aree permettono di immergersi nell'avventura senza dover vedere immagini di caricamento. Tuttavia, ci sono alcuni inconvenienti con il frame rate, e qualche altro capriccio. Il gioco è abbastanza instabile a volte, specialmente durante la battaglie più grandi. Non sembra come i soliti giochi per Xbox 360, quanto piuttosto come un gioco per PC su un sistema che non soddisfa completamente i requisiti. Le animazioni non sono particolarmente fluide, e gli oggetti come l'erba alta e i cespugli scompaiono bruscamente quando ci si avvicina ad essi. Le missioni sono spesso sparse in lungo e in largo, obbligando il giocatore ad esplorare più di quel che si aspetta. Anche le bestie sono dappertutto, ispirate agli stereotipi dei giochi fantasy (non morti, demoni, insetti giganti, lupi, goblin...), e popolano parecchio le grandi aree del mondo. Non si può fare più di pochi passi senza essere attaccati da un gruppo di goblin o altre bestie. Come risultato di quanto scritto sopra, è facile perdersi e trovarsi immischiati in molti combattimenti, che poco a poco logorano a tal punto da essere uccisi.


Il combattimento con insetti distruttori dalle dimensioni
giganti è la base di ogni RPG d'azione che si rispetti.

Le meccaniche sono convenzionali quanto il resto del gioco. Non puoi creare o personalizzare all'inizio il protagonista. Il combattimento è un fatto elementare, basta premono i tasti soliti per gli attacchi ravvicinati e quelli posteriori per lanciare magie e usare le armi a distanza. Sono disponibili alcuni attacchi con combo, e i nemici a volte sorprendono con blocchi e mosse speciali che richiedono al protagonista di castare un incantesimo o di parare bloccando e rotolando. Ma non c'è di nuovo nulla che esige maggiori sforzi del premere i tasti. Lo sviluppo del personaggio è limitato. Si guadagnano punti esperienza con i mostri uccisi e le missioni completate, come al solito, ma non c'è molto da fare con i punti abilità guadagnati con il level up. C'è giusto una manciata di abilità che possono essere aumentate e che producono miglioramenti generali nell'attacco, difesa, magia, e simili. Sono possibili, per lo meno, creazioni manuali ed esperimenti d'alchimia. E il bottino è spesso gratificante. Sebbene non si tratti di un'avventura incentrata soprattutto sulla ricerca di tesori, è possibile trovare una buona selezione di armi, armature, artefatti, pozioni e altri accessori assortiti in stile D&D.

A differenza dei suoi più interessanti predecessori, Arcania: Gothic 4 è un comune RPG d'azione con missioni noiose, controlli elementari, e un monotono sviluppo del personaggio. Con tutti questi difetti, il gioco difficilmente riesce a coinvolgere davvero; così non resta che il bacio della morte per un RPG epico come questo che richiede dozzine di ore di impegno.

LATI POSITIVI LATI NEGATIVI
RPG hack'n'slash immediato e accessibile. Storia noiosa e personaggi privi di personalità.
Troppe missioni "recupera per me qualcosa".
Alcuni problemi con la grafica delle mappe e con la qualità della visuale generale.
Meccaniche di gioco generiche e limitato sviluppo del personaggio.
Traduzione dei dialoghi e doppiaggio miseri.

VOTO FINALE: 5.0 Mediocre


Tradotta in italiano da Colmar.