Legno su pietra

Di Hans-Jörg Knabel

(Fonte originale)

Toc. ta-toc, toc, toc.

Duecentocinquantotto giorni. Murda strinse i denti così forte da sentirli scricchiolare. Per duecentocinquattotto lunghi giorni solitari la gamba di legno era rimasta silenziosa. Adesso risuonava nuovamente, ma con ritmo incostante.

Toc, ta-toc, toc, toc.

Murdra
Murdra, la locandiera della "Cleaved Maiden".

«Il nascondiglio non va bene, vero?», risuonò la voce di Rauter attraverso la caverna scura. «E' di certo abbastanza grande, ma è impossibile restare qui. E l'entrata... santo cielo! Un paladino la troverebbe anche con la visiera calata.»
Murdra poteva sentire Rauter parlare, ma le sue parole erano come foglie trascinate dal vento autunnale. L'unica cosa su cui riusciva a concentrarsi era il continuo risuonare del legno sulla pietra.

Toc, ta-toc, toc, toc.

«Rauter ha ragione», brontolò Grom zoppicando lungo la caverna.

Toc, ta-toc, toc, toc.

«Io non voglio rimanere», si intromise Craglan. «Non appena Lorn suonerà il corno, noi ranger torneremo nel bosco. Ho solo bisogno di un posto asciutto e non troppo ovvio in cui nascondere corde per arco e frecce.»

«E hai pensato alla caverna magazzino di Murdra?», chiese Rauter.

Craglan scrollò le spalle. «Perché no? Potremmo nasconderle contro il muro più lontano dietro i rifornimenti di Murdra.»

Murdra voleva intromettersi, ma il tonfo della gamba di legno allontanò il pensiero dalla sua mente.

Toc. ta-toc, toc, toc.

Duecentocinquattotto giorni erano passati dall'ultima volta che Murdra aveva sentito il rumore di quella gamba di legno sulla pietra grezza del pavimento della taverna. Per duecentocinquantotto giorni, aveva stoicamente negato il dolore, servito gli avventori giorno dopo giorno, notte dopo notte, da sola, senza suo marito, senza Belgor. Ora, dopo tutto questo tempo, la gamba di legno di Grom aveva intaccato la sua determinazione e riempito di tristezza il suo cuore ed i suoi occhi.

Craglan asciugò una lacrima dalla sua guancia e le mise una mano sulla spalla sorridendo in maniera rassicurante. «Non aver paura, Murdra», disse. «I myrtaniani non saccheggeranno la locanda. Al massimo, occuperanno il cortile e la taverna, ma alla fine riprenderanno la loro marcia verso Stewark o Tooshoo. Ma stai certa che colpiremo solo quando saranno ben lontani dalla tua proprietà.»

Caverna magazzino
La caverna magazzino di Murdra.

Come se fosse paura, pensò Murdra. Non provava paura, solo dolore. Voleva inveire contro Craglan, gridargli quanto era stato stupido ed ottuso a portare con sé lo zoppo alla caverna, ma lo sconforto che ogni toc della gamba di Grom causava le serrava la gola e le bloccava la lingua.

Toc. ta-toc, toc, toc.

Tutto ciò che riuscì a fare fu schiarirsi la gola, ma non riuscì a dire nulla comunque. Rauter parlò al suo posto: «Voi ranger siete sicuri che i myrtaniani approderanno qui, vero?»

Craglan tolse la sua mano dalla spalla di Murdra e si girò verso Rauter. «Secondo te no?»

«Thorniara è stata presa sei mesi fa, da allora non ho visto un solo myrtaniano da queste parti. E tu?»

«Nemmeno io», ammise Craglan, «ma voglio che ci facciamo trovare preparati nel caso arrivino veramente.»

Uomini, pensò Murdra. Possono anche parlare di guerra, ma non capiscono niente, nulla di nulla! Venire qui con lo zoppo, lasciandolo battere sul pavimento con quella dannata gamba! Il suo dolore fece spazio ad una rabbia crescente, che sciolse il nodo che aveva in gola.

«Fuori!», urlò Murdra tutto d'un tratto.

Rauter e Craglan si zittirono. Tutti gli occhi erano puntati su Murdra. La gamba di legno taceva.

«Proprio ora che hai deciso di aiutarci», s'azzardò a dire Craglan. Rauter e Grom non osavano muoversi.

«Come potevo sapere che avresti portato con te lo zoppo?», rispose Murdra indicando Grom. Sapeva fin troppo bene quanto facesse male il termine "zoppo" ad una persona con la gamba di legno. Gli avventori della locanda non avevano fatto altro che torturare Belgor con quella parole ed era toccato a Murdra consolarlo. E chi ci pensa a consolare me?, si chiese fra sé e sé.

«Lo zoppo deve andarsene», disse Murdra con un tono autoritario.

Grom non disse nulla, ma Murdra vedeva nei suoi occhi che lo aveva ferito. Craglan guardò prima Murdra, poi Grom ed infine il suo sguardo si fissò sulla sua gamba di legno. Capì.

«Aspetta fuori, Grom», ordinò gentilmente.

Grom esitò un attimo, ma poi zoppicò oltre Murdra verso l'entrata, con gli occhi lucidi e la schiena piegata.

Toc. ta-toc, toc, toc.

Per un attimo, Murdra provò un moto di compassione, ma rimase convinta della sua decisione, giacché ogni passo di Grom riecheggiava nelle sue orecchie. «Non farti più vedere!», gli gridò quando aveva quasi raggiunto l'uscita. Grom sparì con passo incerto nella nebbia fuori della caverna.

Toc, ta-toc.

Taverna
La taverna della "Cleaved Maiden".

Grom s'arrestò di colpo. Un suono profondo e lugubre giunse fino alla caverna dalla spiaggia.

Il corno di Lorn! Murdra lo aveva riconosciuto subito.

Craglan gettò la sua torcia al suolo. «Spegnete le torce!», ordinò, calpestandone le fiamme con i suoi pesanti stivali. Murdra fu avvolta dall'oscurità.

«E i rifornimenti?», sentì Grom chiedere.

«Lascia stare i rifornimenti», disse Craglan, che si trovava vicino a Murdra ma si stava dirigendo verso l'uscita. «Manda Jilvie alla spiaggia. Devo sapere quanti sono. Ciascuno prenda quel che riesce, torniamo nella foresta.»

Il corno di Lorn risuonò nuovamente.

Traduzione in italiano di -Henry-.


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