Il coltello

Da Hans-Jörg Knabel

Viaggiatore
L'immagine mostra un viaggiatore al suo arrivo alla "Cleaved Maiden". Questo artwork dà un'idea della pioggia e del temporale durante una notte ostile nelle Isole Meridionali.

(Fonte originale)

Con un abile movimento del polso, il nodo fu tirato stretto ed i polli ciondolarono dal soffitto del capanno. Murdra svuotò il secchio sanguinante delle teste di pollo oltre il recinto e riprese il coltello da macellaio che aveva lasciato su un barile, strofinandolo sul suo grembiule per pulirlo. Sentì la porta del magazzino dietro di lei chiudersi con un tonfo. Sia maledetto quel ragazzo, pensò Murdra. Sbatte sempre quella porta! Infilò la brocca del latte nel secchio, raccolse il tutto e si trascinò attraverso il cortile con rabbia.

Quando si avvicinò alla porta del magazzino, Murdra sentì qualcosa muoversi alla sua sinistra. A-ha, pensò. Sta di nuovo bighellonando qui in giro? Fece capolino dietro l'angolo, determinata a trascinare nell'osteria il ragazzo per i suoi capelli unti, ma di lui non c'era traccia. Con disgusto, Murdra vide la figura di un uomo che giaceva sotto la finestra del magazzino. Era avvolto in una cappa nera e puzzava di idromele.

«Dormire nel cortile invece di pagare una stanza», sbraitò Murdra. Dovrei svegliarlo con un colpo o due, pensò, usando il coltello, o con un calcio! Ma non fece niente del genere.

Questo è un affare per mio marito. Che se ne occupi lui!

Murdra tornò alla porta, posò il secchio e incastrò il coltello dietro la brocca. Tirò con entrambe le mani le pesanti doppie porte. «Quel vagabondo otterrà quel che si merita quando mio marito lo troverà», borbottò arrancando nel magazzino. Dopo alcuni passi, la colpì un pensiero: Che succede se si sveglia e tracanna il latte? Prima il latte e poi il marito, decise, e si voltò.

Il suo cuore saltò un battito.

Tutto quello che Murdra vide fu una giacca di cuoio marrone e delle mani che andavano verso la sua faccia. Innos mi aiuti! Pensò e provò a gridare, ma una forte mano premette contro le sue labbra e la ammutolì.

«Silenzio!» sibilò il suo aggressore. Lanciò un'occhiata nervosa alle doppie porte, quindi si girò di nuovo verso Murdra. In quel momento lei lo riconobbe. Era Gonter, il cacciatore dalla Valle del Sangue.

La paura di Murdra si tramutò rapidamente in rabbia. «Giù le mani!» ringhiò fra le sue dita. La mano di Gonter non si mosse. «Non hai intenzione di gridare, vero?» chiese sospettoso. Cosa starà pensando? pensò Murdra e rispose con un grugnito di rabbia. Gonter esitò. «Devo parlare con te, in privato» egli disse, e con cautela levò la mano dalla sua bocca.

Murdra lo ringraziò con uno schiaffo. «Quante volte devo dirtelo? L'accesso al magazzino è vietato!» Sputò. Gonter si strofinò la guancia. Murdra avrebbe desiderato buttarlo fuori a calci immediatamente, ma era curiosa. «Cosa vuoi?» chiese, incrociando le braccia.

«Volevo chiedere un favore a te e ai tuoi amici della gilda dei mercanti.»

Murdra fece una smorfia di disgusto. «Nessun favore», disse. «Niente soldi, nessun accordo.»

«Va bene, va bene», acconsentì Gonter. «Dimentica il favore. Necessito dei tuoi servizi.»

«A-ha!» Disse Murdra. «Così è meglio!»

«Hai sentito parlare di Ethorn?» Chiese Gonter.

«Il sommo signore», rispose Murdra ed annuì entusiasta.

«Allora sei per la guerra?»

«Guerra?» Inorridì Murdra. «Nessuno vuole una guerra sanguinosa!»

«Hai ascoltato i tuoi clienti?» Replicò Gonter. «Ognuno di loro è per la guerra», aggiunse, indicando la porta dell'osteria.

Stupidi, tutti quanti, pensò Murdra. Quando finirà l'idromele perché i sommi signori si sfonderanno la testa a vicenda, vedrai come si lamenteranno! Ma preferì tener chiusa la bocca. «Di che genere di servizi stai parlando?» chiese invece.

«Ethorn di Setarrif è uscito dal suo nascondiglio», disse Gonter. «Si sta preparando ad affrontare Lord Tronter per porre fine al domino di Myrtana su Argaan una volta per tutte. Corre voce che Ethorn voglia sfidare il governatore del re morto quando viaggerà al Castello di Silverlake a consegnare le tasse a Thorniara.»

«Lo sanno tutti!» Schioccò Murdra, anche se questa era nuova per lei. «E questo come dovrebbe riguardare te o la gilda?»

«I signori di Stewark vogliono unirsi a Ethorn nella battaglia. I cacciatori dalla valle del Sangue saranno al loro fianco.»

«Siamo commercianti, non guerrieri!» Interruppe Murdra.

«Non lo siete, no», ammise Gonter, «ma i paladini non vi sospetteranno. Alcune armi, nascoste sotto le merci dei tuoi amici. Potrai introdurle di contrabbando nella valle del Sangue. Ciò renderebbe un gran servizio a Ethorn di Setarrif... Un grande servizio per libertà di Argaan!»

«Nessun servizio per la gilda!» Sibillò Murdra, sputando sul pavimento di pietra. «Guerra nella valle del Sangue, il passo per Thorniara e Setarrif bloccati! Come potremo commerciare allora?»

«Non c'è mai stato un momento più opportuno», disse Gonter, facendo un passo verso Murdra. «Rhobar II è morto, ucciso da un'anima coraggiosa che combatte per libertà. Si dice che un uomo chiamato Lee ora conduca i paladini, ma la sua influenza è limitata a Vengard e ad una piccola parte di Myrtana. Il resto del paese presto verrà messo a ferro e fuoco. Pensa solo agli uomini del nord: si stanno sfaldando fra loro in gruppi. Il Varant ha molti re, ciascuno determinato ad ottenere il dominio supremo. Se ora prendiamo le armi, non ci sarà nessuno a correre in soccorso di Lord Tronter. Il governatore del re morto è da solo! Credimi, Murdra, la guerra per il dominio di Argaan sarà decisa rapidamente. Difficilmente avrete qualcosa da perdere. Al contrario: potrete parteggiare per i vincitori, pensa al profitto!»

Murdra scosse la testa testardamente. «Nessun accordo!»

Il cacciatore afferrò il braccio di Murdra, tirandola verso di sé.

Dopo aver riflettuto, Murdra gli diede un forte calcio in mezzo alle gambe. Preso di soprassalto, Gonter gemette e cadde in ginocchio. Ha ottenuto ciò che meritava, pensò Murdra con aria compiaciuta e gli diede un altro calcio. Voltandosi, si diresse verso la porta dell'osteria, da cui si potevano sentire risate smorzate e urla. Murdra aprì la porta sbattendola. Il rumore dall'osteria la avvolse. Si fece largo fra i clienti e si diresse in cucina.

«Belgor!» E ancora: «Belgor!»

I clienti fecero silenzio. Tutti gli occhi furono puntati su Murdra. Il ragazzo la fissò a bocca aperta.

Belgor comparve dalla porta della cucina, aggrottando le ciglia. «Cos'è sto bordello?»

«Gonter sta diventando un seccatore!» Murdra replicò. «Quel cane mi ha aggredita nel magazzino.»

Un'ombra scese sulla faccia di Belgor. Si tirò su le maniche e passò oltre Murdra. Forse, dopo tutto, è buono a qualcosa, il marito, pensò Murdra. Ma due uomini sono meglio di uno. Afferrò il ragazzo per il colletto e lo spinse verso Belgor, seguendo i due nel magazzino.

«È scappato», Murdra sentì dire da Belgor mentre lei attraversava la porta. Suo marito stava in piedi davanti ad un barile di vino, pugni sui fianchi. Non c'era traccia di Gonter.

«È là! Nel cortile!» urlò il ragazzo, dando un'occhiata attraverso le doppie porte.

«Gonter, cane!» tuonò Belgor, precipitandosi fuori. «Ti ridurrò in poltiglia!»

Mentre Murdra lo seguiva passando attraverso le porte, per poco non inciampò nel secchio. Dannazione, pensò, agitando convulsamente le braccia. La brocca colpì il secchio con un suono metallico, rovesciando il latte sul pavimento. Qualcosa non andava. Una volta che Murdra ritrovò il suo equilibrio, capì che cosa: il coltello era sparito.

«Uh, oh», disse, guardandosi intorno.

Belgor stava in piedi nel mezzo del cortile. La sua collera sembrò volatilizzarsi. «Gonter?» Disse con tono preoccupato. Il cacciatore si trovava in parte sotto il capanno che Murdra aveva usato per appendere i polli. Qualcosa gli sporgeva dalla schiena. Murdra si trascinò in avanti. Poteva già vedere l'impugnatura di legno del suo coltello da macellaio. Belgor si inginocchiò di fianco a Gonter e gli mise due dita al collo. Si girò, guardando Murdra.

«Sarebbe bastato picchiarlo», bisbigliò.

Pensa che sia stata io, comprese Murdra.

Fissò l'impugnatura del coltello e la macchia umida e scura sulla giacca. Il sangue di pollo gocciolava sulla schiena di Gonter, mescolandosi al suo. Per la prima volta nella sua vita, Murdra rimase senza parole. Poteva sentire i passi e le voci dietro di lei. La curiosità aveva portato i suoi clienti nel cortile.

«C'è qualcuno che corre laggiù!» Urlò Elgan, indicando oltre il recinto con la sua pipa.

Murdra alzò lo sguardo. L'uomo che correva sul prato si stava dirigendo a destra, verso la Foresta degli Orchi, e indossava una cappa nera. «A-ha!», lei disse. Non dormiva, quel maiale, ma ascoltava di nascosto! Sentì i capelli sul collo rizzarsi. Questo è ciò che la guerra gli ha portato, pensò Murdra, fissando il manico di legno che sporgeva dalla schiena di Gonter. Allora il suo sguardo si rivolse verso l'uomo con la cappa, osservandolo mentre spariva fra gli alberi.


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