Fumo tra le montagne

Da Hans-Jörg Knabel

Campo di battaglia
Alcuni Orchi nella Valle del Sangue dopo una battaglia.
I boschi raffigurati sono gli stessi in cui Ethorn VI sconfisse Lord Tronter.

(Fonte originale)

Una pesante nube di fumo denso e scuro incombeva sulla Valle del Sangue, risalendo lentamente il fianco ovest delle Montagne dell'Occhio Bianco ed innalzandosi sempre di più. Murdra la osservò con sospetto. Un forte vento dissolveva la parte superiore della nube e trasportava grigie spire dalla ripida parete del monte verso Stewark. Forse era solo la sua immaginazione, ma a Murdra sembrò di poter già sentire l'odore di fumo. Questo le fece venire la pelle d'oca.
«Dannata guerra!» Distolse lo sguardo dal fumo e avanzò faticosamente verso la parte posteriore del giardino delle erbe. Poteva sentire il mormorio delle voci provenienti dall'osteria e urla di rabbia dal cortile; un acuto grido di dolore sovrastò il chiasso.
«Ortica del fuoco ed erba del fuoco», mormorò Murdra, spazzando foglie e rametti. Non ne rimanevano ancora molti. Frettolosamente raccolse ciò che poté e gettò il tutto nel suo cesto di vimini. Attraverso un'apertura nella palizzata, spiò i due uomini che salivano a fatica la strada che portava dalla Valle del Sangue alla sua taverna. Nessun altro di loro, pensò, raddrizzandosi. Allora vide un'altra figura che correva verso la "Cleaved Maiden". Voltandosi indietro con uno sbuffo, si diresse alla porta della cucina.

«È tutto quello che ci è rimasto», disse Belgor mentre Murdra entrava in cucina. Lui stava indicando tre ciotole di legno piene per metà di brodo di carne ed alcune fette di pane sottili.
«Quelli rimangono qui!» Decise Murdra mentre passava oltre. «Dobbiamo mangiare anche noi.»
Il ragazzo stava in piedi al tavolo vicino al focolare, versando l'acqua nei boccali. La birra si era esaurita tempo fa, poiché i carrettieri si erano fermati presso la "Cleaved Maiden" a causa della guerra. Quando Murdra la sequestrò due giorni prima, stava per scoppiare un tumulto. I carrettieri avevano protestato rumorosamente, ma Murdra non capiva perché i suoi rifornimenti avrebbero dovuto essere razziati mentre la gente che intasava il suo cortile avrebbe dovuto essere risparmiata. Era stata accompagnata dal marito, dal ragazzo e da sette taglialegna corpulenti armati di randelli. Un breve combattimento terminato con un naso rotto regolò la faccenda - i taglialegna sollevarono i barili dai carri e li fecero rotolare dentro il magazzino. Il giorno dopo avevano preso tutto il cibo dai carri, ma ora anche quello era finito.
Murdra prese una caraffa da birra piena di acqua dal tavolo, aprì il lucchetto della catena con cui aveva chiuso la cucina e si fece largo nell'osteria con la caraffa e il cesto. Contadini e taglialegna, carrettieri e soldati erano praticamente ammucchiati uno sull'altro, la puzza di fumo, sudore e sangue ristagnava nell'aria. Un butterato soldato bloccò il passaggio per le scale a Murdra. La sua fronte era coperta da una sudicia benda e aveva il braccio sinistro legato al collo.
«Acqua?» Gridò con rabbia, sbattendo il suo boccale in faccia a Murdra. «Ho bisogno di alcol, non di un bagno!»
«Fuori dai piedi!» Sibilò Murdra, afferrando il soldato per il braccio rotto e spingendolo da parte. Anche le scale erano piene zeppe di persone. Feccia, pensò Murdra, facendosi strada per il secondo piano e dirigendosi poi verso il ponte coperto che collegava l'edificio principale alle stalle.

Di sotto regnava il caos. I carri, i buoi e le tende erano sparpagliati in tutto il cortile, mentre carrettieri e soldati feriti stavano ammassati uno sull'altro. Quattro cadaveri giacevano davanti alle stalle, negligentemente coperti da stracci. Il tanfo dello sterco di bue, carne bruciata e decomposizione era opprimente. In mezzo alla ressa, un carrettiere aveva imbrigliato il suo bue. Era circondato da una folla in collera.
«Quel carro rimane dov'è!» Gridò un commerciante arrabbiato.
«Credi davvero che aspetterò che Lord Tronter uccida Ethorn di Setarrif e invii i suoi uomini a Stewark?» Rispose urlando il carrettiere. «Sposta la tua tenda fuori dai piedi, Mill, o ci passo attraverso con il bue!»
«Provaci solo e ti spacco il muso!» Urlò rabbiosamente il commerciante e si mise davanti al carrettiere, pugni pronti.
Questo dovrà aspettare, decise Murdra e attraversò il ponte. Altre minacce e insulti si udirono nel clamore. Jilvie, una giovane cacciatrice, era raggomitolata per terra vicino alla porta del dormitorio. La sua faccia era in disordine, macchiata di sangue, sporcizia e cenere. Il suo arco era rotto, ma lo teneva fermamente con entrambe le mani.
«Tieni», disse Murdra, mettendo la brocca d'acqua sotto il suo naso.
Jilvie la guardò con occhi stanchi. «Loro... loro ci stavano aspettando», farfugliò. «Grom, io...» Le sue parole lasciarono il posto ai singhiozzi. Le lacrime iniziarono a scendere sulle sue guance. Murdra si chinò e strinse la brocca nelle mani di Jilvie. «Bevi», disse, accarezzandola goffamente sulla spalla. Lasciando la ragazza dietro di sé, si voltò ed entrò nel dormitorio.

Castello
Il castello all'uscita della Gola dei Penitenti (in basso a sinistra).

La stanza era esattamente sovraffollata come le altre. Almeno due feriti giacevano su ogni letto. Altri stavano seduti sul pavimento, appoggiando la schiena contro i muri. Gemiti e lamenti riempivano la stanza. Grom stava sdraiato sul grande tavolo di quercia al centro della stanza - era privo di sensi e gli mancava una gamba. Il suo sangue gocciolava sul pavimento, formando una grande pozzanghera.
«Eccoti», disse Danken, il guaritore, posando la sega. La sua faccia e il grembiule erano ricoperti di sangue.
«È successo di tutto», rispose Murdra e gli passò il suo cesto.
«Speriamo che Ricklen riesca a trovare nella Foresta degli Orchi le erbe curative di cui ho bisogno.», disse Danken, e si girò verso Craglan, il gran maestro della gilda dei ranger. Da un fianco gli sporgeva l'asta di una freccia; Murdra fece una smorfia di disgusto.
«Ricklen è un bravo ragazzo», disse Craglan tossendo. «Non vi deluderà.»
Danken studiò attentamente la ferita di Craglan. «Hai spezzato la freccia», disse, riflettendo. Danken scosse tristemente la testa. «Se le costole sono rotte, il midollo entrerà nel sangue, e potrai aver la febbre e morire - oppure si formerà una ciste e vivrai.»
«Maledetti paladini», ringhiò Craglan, la cui faccia era contorta di dolore. «Qualcuno deve avergli detto del nostro piano.»
Murdra ebbe un sospetto. Il coltello da macellaio nella schiena di Gonter balenò nella sua mente, la figura incappucciata che spariva fra gli alberi della Foresta degli Orchi. Ma si trattenne la lingua.
«Continua a parlare», disse Danken distrattamente, tirando fuori dalla sua borsa delle grandi tenaglie del ferro. «Oh», ansimò Murdra. Si affrettò verso la porta, ma Danken afferrò il suo braccio e le fece cenno di tener fermo Craglan.
«Ci hanno attirati in una trappola all'uscita della Gola del Cacciatore, separandoci da Ethorn ed i suoi uomini», disse Craglan mentre Danken teneva le tenaglie sulla fiamma di una torcia. «Questo successe quattro giorni fa! Nessuno avrebbero pensato che la battaglia sarebbe durata così a lungo! Nessuno!»
«Si dice che Lord Tronter dopo tutto abbia ricevuto degli aiuti dal continente», s'intromise un soldato che era seduto sul pavimento vicino a Craglan.
«Alcuni dicono che il Generale Lee in persona abbia condotto la battaglia nella Valle del Sangue», aggiunse un arciere.
«Sciocchezze!» gridò Craglan mentre le tenaglie di Danken serravano la freccia rotta. Si agitò, ma Murdra lo trattenne con tutta la sua forza. «Sciocchezze!» gridò ancora, mentre la punta della freccia sfregava contro le sue costole. Allora crollò inerme.
«È privo di sensi», osservò Murdra ed allentò la presa.
«Meglio così», disse Danken e provò a torcere la punta della freccia ancora un po'. Gli occhi di Craglan si aprirono di colpo ed ansimò. Maledizione, pensò Murdra, irrigidendosi.
«Il Generale Lee», disse Danken distrattamente, girando ancora di più la punta della freccia. Il gran maestro della gilda dei ranger strinse i denti e cercò evidentemente di distrarsi dal dolore concentrandosi sulle parole del guaritore. «Come... come avrebbe potuto aiutare Tronter così rapidamente? È impossibile. Inoltre», la sua voce si interruppe e prese un lungo e rumoroso respiro, «ha i suoi problemi altrove, a Myrtana.»
«Che mi dici di Ethorn?» Chiese Danken, asciugandosi il sudore dalla fronte.
«Lo abbiamo visto solo da lontano», rispose Craglan e gemette per il dolore. «Ha ricevuto truppe ausiliarie. Uomini da Torgaan. Se c'è stato qualcuno che gli ha salvato la pelle, allora sono i guerrieri neri dell'isola della giungla. Si dice che non abbiano bisogno di speranze per vincere - e qui non ci sono state speranze da molto tempo.»
Danken diede a Murdra un segnale. «Adesso», disse, afferrando le tenaglie con entrambe le mani. Murdra schiacciò il gran maestro contro il pavimento con tutto il suo peso. Danken tirò. Craglan urlò e si accasciò a terra di nuovo. «È fatta», disse Danken, sollevando la punta di freccia insanguinata.

Murdra ne aveva abbastanza - lei non aveva problemi a macellare galline e capre, ma la chirurgia le faceva venire la nausea. Devo uscire da qui, fu tutto quello che riuscì a pensare e se ne andò velocemente attraverso la porta del dormitorio, tornando verso il ponte coperto. Afferrò la ringhiera e fece un profondo respiro. Di sotto, il carrettiere e il mercante si stavano rotolando nel fango, azzuffandosi.
Murdra li guardò per un momento, fino a quando la sua attenzione non fu catturata da un giovane uomo in armatura leggera che attraversava di corsa i cancelli della "Cleaved Maiden". Costui si fermò e si piegò in due per riprendere fiato. Raddrizzandosi di nuovo, urlò: «Vittoria! Abbiamo vinto la battaglia!»
Il silenzio scese sul cortile della taverna. Tutti gli occhi erano puntati sul cancello e sul giovane soldato. Persino i due attaccabrighe avevano interrotto la loro rissa.
«Ethorn di Setarrif ha sconfitto Lord Tronter in un onorabile combattimento», gridò il soldato, cercando ancora di riprendere fiato. «Il governatore di Myrtana e i suoi generali onorano le prigioni della Gola dei Penitenti. Ethorn è Re di Argaan!»
Nessuno disse una parola. Quindi una sola voce proclamò: «Lunga vita a Ethorn VI! Lunga vita al re di Argaan!» Molte persone si unirono e così l'intero cortile fu inondato da acclamazioni.
Mudra pensò di poter sentire di nuovo l'odore il fumo , ma, questa volta, non sembrava minaccioso. «Hm», disse sollevata e si diresse faticosamente verso la cucina.


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