Dicerie dal continente

Da Hans-Jörg Knabel

Orco
Un orco delle Isole Meridionali.

(Fonte originale)

«Stupidaggini», sputò Murdra, asciugando il tavolo con un panno umido. La sua espressione era arcigna. «Tutti devono avere un nome!»
Elgan e Ricklen misero al sicuro i loro boccali. «Oh, Murdra», esclamò Elgan. «Solo perché abbiamo di nuovo l'idromele, non vuol dire che devi rovesciarlo!» Feren le scoccò un'occhiataccia e insistette: «Mio zio mi ha detto che l'eroe non ha un nome!»
Murdra si gettò lo straccio sulle spalle con uno sbuffo. «Lo zio semplicemente non sapeva il nome», replicò. «Dice che l'eroe non ce l'ha, ma in realtà ce l'ha eccome.» Si guardò intorno trionfante. Elgan sorrise benignamente attraverso il fumo denso della sua pipa. «Non sarebbe più intrigante se veramente non avesse un nome?»
«Molto più intrigante!» Approvò Ricklen, dondolandosi all'indietro con un sorriso.
«Le storie devono essere vere, non intriganti!» Grugnì Murdra. «Come può essere vera la storia di Feren se lo zio non conosce nemmeno il nome dell'eroe?»
«Quando bevo idromele nella "Cleaved Maiden"», s'intromise Elgan, «non mi interessa da dove l'hai preso. Quello che conta è il sapore - e la sbronza!»

Ricklen posò il suo boccale con una profonda e rimbombante risata. A Murdra non era mai piaciuta quella risata, e ora la detestava.
«Quindi, ritornando alla storia di Feren», chiese Elgan, «La volete sentire?»
«Scordatelo!» Murdra, arrabbiata, si spostò una ciocca di capelli dal viso, raccolse i boccali vuoti e arrancò verso la cucina.
Craglan, il capo della gilda dei ranger, era seduto vicino alla porta della cucina, occupato in una tranquilla conversazione con Belgor. Non era più pallido come qualche giorno prima, ma le bende che Murdra aveva cambiato quel mattino erano ancora sporche di sangue. Craglan allungò la mano verso la ferita.
«Non toccare!»
Imbarazzato, alzò lo sguardo e levò la sua mano dalle bende. «Cosa sta raccontando Feren?» Chiese a Murdra.
«Stupidaggini!» Ringhiò, portandosi le mani sui fianchi. «Qualcosa su un eroe di Myrtana. Vuole enfatizzare la storia, dice che l'eroe non ha nome.»
Craglan si grattò il mento. «Anch'io ho sentito parlare dell'eroe senza nome. Circolano molte storie, sul continente. Alcuni dicono che è colui che ha bandito gli dei dal nostro mondo. Altri sostengono che ha lasciato questo mondo insieme al mago più potente della storia. Si dice inoltre che abbia combattuto contro questo mago... e vinto.»
«Come ho detto: stupidaggini!» Murdra sputò sul pavimento. «Tutti devono avere un nome, e nessuno dice al nostro signore Innos cosa fare!»
«Be'», disse Craglan, con un debole sorriso. «Le persone del continente sembrano credere a queste storie.»
«Sono usciti fuori di testa, tutti quanti!» Sibilò Murdra.
Craglan iniziò a ridere, facendo smorfie per il dolore. «Lo penso anch'io. Le altre notizie dal continente sono più importanti, comunque.»
«Quali notizie?» Chiese Belgor.
«Lee non verrà a farci visita con i suoi paladini tanto presto. È bloccato a Vengard, sta cercando di promuovere la pace con gli orchi.»

Orco
Un orco del seguito di Thorus.

«Il generale?» Chiese Belgor, sorpreso. «Non ha combattuto contro Lord Tronter, nella Valle del Sangue?»
«Nient'altro che dicerie, amico mio», gli assicurò Craglan. «I soldati raccontano molte storie quando credono di aver perso una battaglia. Lee non ha mai messo piede ad Argaan. E perché avrebbe dovuto? Ha già abbastanza problemi di suo.»
«Ho sentito parlare di una guerra che sta nascendo tra un generale chiamato Gorn e gli orchi», interruppe Belgor.
«Sì», disse Craglan, grattandosi la ferita e guadagnandosi un'occhiata arrabbiata da Murdra. «È uno dei suoi problemi. Uno interessante, tra l'altro, anche se la guerra non è ancora scoppiata.»
«Quel Gorn», disse Belgor, «viene da Torgaan, vero?»
Craglan annuì. «Da quanto ho sentito, sì. Ma - qui viene il bello - non è l'unico. Il suo acerrimo nemico, Thorus, quello in combutta con gli orchi, è un guerriero nero anche lui.»
«Questa sarà una guerra difficile», rifletté Belgor, grattandosi il mento.
Craglan annuì di nuovo. «Speriamo che tenga occupato Lee per molto, molto tempo.» Prima che potesse continuare, la porta dell'osteria si spalancò con un violento colpo.
Ne ho abbastanza, pensò Murdra, girandosi. La porta era aperta. Tre uomini muscolosi entrarono nella taverna. Indossavano un'armatura leggera, ma eccessivamente decorata. Oh no, pensò Murdra. Vengono da Setarrif! I soldati lanciarono un'occhiata sdegnosa all'osteria e arricciarono il naso.
«Chi è il proprietario qui?» Chiese uno dei soldati con tono imperioso.
«Sono io», grugnì Belgor, sospettoso.

«Caccia fuori la marmaglia!» Urlò il soldato, tirando un calcio contro un secchio d'acqua vicino alla porta. «E pulisci questo porcile! Sua Maestà, Ethorn VI, della casa di Setarrif, governante di Argaan, attraversa queste terre con i suoi uomini. Ha intenzione di passare la notte qui!»


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