Tutto sul conto

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

Una piccola barca.
Una piccola barca.

Il magazzino era pieno, ma la sala della taverna vuota; non del tutto, ma quasi.
Rauter era seduto al tavolo accanto alla porta assieme ad un paio di combattenti della gilda. Diego, che dopo un paio di settimane di assenza aveva fatto ritorno alla taverna di Murdra, si era unito a loro. Altrimenti non c'era nessuno — come capitava spesso ultimamente. Potrebbero almeno bere un po' di più, brontolava Murdra fissando il gruppo di uomini, che da ore discuteva della guerra, senza ordinare da mangiare e senza bere molto.
Finalmente Rauter sollevò il braccio. “Ehi, Murdra”, urlò. “Penso che potremmo sopportare un altro po' di idromele!”
Era ora, pensò Murdra riempendo i boccali che aveva preparato da tempo sul bancone. Poi andò al tavolo degli uomini e servì l'idromele.
“Dieci navi?!” Rauter emise un lungo sospiro. “Se arrivano a sud della città, Setarrif è perduta, giusto?”
Perduta è una parola importante”, rispose Diego. “Ho avvertito Ethorn. Saprà come difendere la città.”
“Dovevi rimanere ad aiutarli” disse Rauter.
“Da solo con la mia barca con la flotta Myrtaniana?” Diego sorrise a mezza bocca. “Non sarebbe servito veramente a niente. Tra l'altro ho altre attività in mente.”
“Sarebbe?” domandò Rauter.
“Mantenere il controllo della situazione dell'isola, ad esempio”, rispose Diego. “Contrabbandare ciò che serve sotto al naso dei Myrtaniani. C'è molto che è possibile fare per aiutare la gente senza rischiare inutilmente la vita.”
“Intendi rifornire la gente dell'isola con della merce che scarseggia?” domandò Rauter. “Ti servirà un magazzino.” Indicò Murdra con la testa. “Hai già parlato con la nostra cara locandiera?”
“Ci mancherebbe proprio”, ringhiò Murdra sbattendo l'ultimo boccale d'idromele sul tavolo.
Diego rise. “Niente paura, Murdra”, disse. “Ne ho già uno.”
Rauter fissava Diego con curiosità. “Sangue di un'arpia! Dove?”
Diego gli fece l'occhiolino con fare misterioso. “Non puoi svelare ciò che non sai.”
“Ehi!” esclamò Rauter indignato. “Sono affidabile, leale, giusto?”
“Anche se dovessero imprigionarti?” Diego scuoteva la testa deciso.

Rete da pescatore.
Rete da pescatore.

Murdra ne aveva abbastanza. Ci vorrà del tempo prima che vogliano qualcos'altro, pensò e decise di darsi da fare con le pulizie dei giorni precedenti. Si diresse verso la cantina, dove teneva il mastello per il bucato. Prese il recipiente dal muro ed andò al portone che dalla cantina conduceva al cortile. Avendolo quasi raggiunto, scorse Liesela sul piccolo ponticello di legno, che collegava la strada alla “Cleaved Maiden”.
“Cosa vuole quella qui?” sibilò Murdra. Non poteva sopportare la donna di Lorn. Viene sempre e solo per impedire a Lorn di bere, non vuole lasciarmi quel poco d'oro che mi deve. Ma Lorn era in guerra. Cosa voleva allora Liesela? Sembrava dimagrita, stanca ed ammalata. Sembrava anche che non sapesse decidere se entrare nel cortile della taverna oppure se tornare indietro. Ed improvvisamente Murdra capì cosa l'aveva condotta alla sua taverna.
Viene ad elemosinare, l'oca!
Murdra sbuffò dal disprezzo e fece finta di non aver mai visto Liesela. Tenendo in mano il mastello vuoto attraversò il cortile a passi pesanti, in direzione del fienile. Attraversò il recinto dei buoi ed aprì uno dei barili che vi si trovavano. Prese una scodella e cominciò a riempire il suo recipiente d'acqua piovana. Non era arrivata neanche a metà che sentì dei passi alle spalle.
Liesela non disse niente, si schiarì semplicemente la voce.
“Cosa vuoi?” chiese Murdra senza girarsi.
“I nostri uomini”, cominciò Liesela, “sono partiti da un paio di settimane ormai.”
“Lo so” ringhiò Murdra mentre continuava a riempire d'acqua il mastello. “E?”
“Le nostre provviste sono finite da giorni ed abbiamo una terribile fame” singhizzò Liesela arrivando al punto: “Tu... devi darci qualcosa da mangiare!”
Adesso basta, pensò Murdra, intendendo sia l'acqua nel recipiente che Liesela e le sue richieste. Si allontanò dalla botte e fissò l'altra donna negli occhi. “Dovrei, eh?” ringhiò. “Io non devo fare proprio nulla!”
“Ti prego, Murdra, non ce la faremo ancora per molto!”
“Ah, prego!” sibilò Murdra. “E con cosa mi ripagherete?”
“Abbiamo finito i soldi, ma ti sto implorando!”
“Niente da fare!” Murdra sollevò il pesante mastello. “Non regalo nulla” ringhiò spigendo da parte Liesela. Poi proseguì a passi pesanti fuori dal fienile.
Liesela la seguiva. “Non devi regalarci niente” aggiunse velocemente.
Murdra continuò a ringhiare, ma proseguì più lentamente.
“Ti daremo qualcosa in cambio”, disse Liesela.
Murdra rimasi quasi ferma. Con un accenno di velata curiosità girò la testa e squadrò l'altra oltre la spalla: “Cosa?”
Liesela riflettè per un po'. “Tutto ciò che vuoi”, rispose.
Pah! Murdra riprese il suo passo. Tanto non hanno niente, quelle povere pescatrici! D'improvviso si fermò. L'acqua strabordò dal mastello; prima in avanti verso il terreno e poi indietro, sulla gonna di Murdra. Maledizione! pensò, mentre però un sorriso le si disegnò sulle labbra. Si girò verso Liesela e disse: “Le barche.”
Spaventata, Liesela fissò Murdra. “Le barche?” sussurrò. “Non puoi chiederci questo!”
“Perché no?” chiese Murdra. L'idea delle barche le piaceva. Forse converrà, pensava. Del resto anche la guerra finirà prima o poi. Si chinò per mettere a terra il mastello.
“Le barche sono l'unica cosa che abbiamo”, balbettò Liesela. “Senza di quelle non potremo neanche pescare!”
“Voi non pescate comunque” grugnì Murdra incrociando le braccia. “I vostri mariti pescano, ma quelli sono in guerra!”
“E quanto torneranno?”
“Le barche le prendo soltanto in pegno”, disse Murdra. “Vi darò da mangiare e pagherete dopo. Quando i vostri mariti torneranno dalla guerra, potranno tornare a pescare e pareggiare i vostri debiti. Altrimenti, venderò le barche e mi prendo la mia parte, con gli interessi s'intende. Il resto va a voi. Così avrete saldato il debito con me ed avrete di che sopravvivere.”
Liesela fissava con sguardo spento l'acqua nel mastello. “Non saprei”, sussurrò.
Murdra scrollò le spalle. “Voi avete fame” borbottò. “Io no.” Si chinò e prese il recipiente con entrambe le mani.
“Ci darai cibo a sufficienza?” chiese Liesela con voce flebile.
Murdra lasciò il mastello dov'era e si rimise in piedi. “Mi pagherete più tardi” disse annuendo. “Mi segnerò tutto ciò che prendete. Tutto, senza eccezioni!” Estese la mano a Liesela e rimase ad aspettare.
Liesela rimase, titubante, ed infine le strinse la mano.
Murdra borbottò soddisfatta. Lasciò il mastello in mezzo al cortile e condusse Liesela attraverso la sala della taverna, la cucina ed infine al magazzino. Passando si fermò a raccogliere il suo taccuino, la penna ed il calamaio.

Pesce appeso.
Pesce appeso.

Quando Murdra tornò in cucina dopo un po' di tempo, Diego era in piedi davanti all'ingresso. “Devo andare”, le disse facendole cadere un paio di monete in mano.
Murdra contò le monete.
“Cosa voleva?” chiese Diego indicando con la testa in direzione della porta che Liesela aveva varcato.
“Mangiare” ringhiò Murdra.
“E? Le hai dato qualcosa?”
“Sì.”
“Bene” disse Diego. “Dovete rimanere uniti per superare la guerra.”
Murdra annuì e sorrise di sbieco a Diego per dargli l'addio. Dopodiché ripose con cura il taccuino, dove aveva segnato con esattezza ciò che Liesela aveva preso dal magazzino.

Tradotto dal tedesco da Lck.

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