Il nuovo arrivato

Di Hans-Jörg Knabel.

(Fonte originale)

“Non andrò mica a correre in giro per te a farti da domestica, se non conosco neanche il tuo piano”, disse la giovane avventuriera con un sorriso sfrontato.

“Pah!” sibilò Murdra. È così dunque.

Non sopportava l'avventuriera. Già il suo nome non le suscitava simpatia. Zyra. Chi è che si fa chiamare Zyra? Un nome straniero e civettuolo, esattamente come la persona. Da quando era entrata la prima volta nella Cleaved Maiden aveva iniziato a scherzare con tutti e ad immischiarsi ovunque. Era riuscita a farsi piacere da ogni avventore della taverna finora, solo Murdra non le dava confidenza.

Se lo sa lei lo sanno tutti, anche i briganti, ed il piano è andato! Scontrosa, Murdra scosse la testa in modo deciso. “Te lo puoi dimenticare”, ringhiò. “Non ti dico niente, altrimenti lo sa tutta la taverna!”

“Come vuoi”, disse Zyra. “Ma in tal caso puoi dimenticarti anche il mio aiuto.”

Murdra scrollò le spalle. “Troverò un altro stupido che mi aiuti”, rispose.

Zyra esibì un sorriso beffardo e di sfida, dopodiché si girò repentinamente, passò oltre il bancone ed entrò direttamente nella cucina di Murdra.

Murdra aspirò profondamente e strinse i pugni. “Nessuno entra in cucina!” esclamò, ma l'avventuriera aveva già quasi attraversato l'intera stanza.

“Davvero?” chiese Zyra brevemente, senza voltarsi verso Murdra. Afferò il pomello, aprì la porta e sparì nella pioggia ridendo.

Delle foglie bagnate entrarono sospinte dal vento.

“Maledetta bastarda!” sibilò Murdra. Corse verso la porta e la chiuse con forza. Afferrò la scopa e raccolse le foglie grugnendo. Quando ebbe finito si girò verso il bancone e vide lo straniero. Era appena entrato in taverna e si dirigeva verso Murdra.

“Ah! Un nuovo arrivato!”, mugugnò Murdra quando l'uomo raggiunse il bancone. “Chi ti ha fatto entrare?”

“Un boscaiolo sul cortile”, rispose lo straniero.

Non sembrava uno dei briganti che accampavano sul ponte verso Stewark, piuttosto poteva essere un contadino o un pescatore. Ciononostante Murdra era diffidente, del resto la sua taverna era tagliata fuori dal resto dell'isola da un paio di giorni. Da dove veniva lo straniero? Murdra glielo avrebbe chiesto, ma sarebbe sembrata una debolezza e lei intendeva dimostrare fermezza, in particolare in questa situazione. Lasciò perdere la domanda. Lo straniero doveva capire da subito chi comandava in questa casa.

Murdra incrociò le braccia davanti al petto. “Tanto per farti sapere”, ringhiò. “Normalmente decido io chi entra e chi no! Se causi problemi...”

“...avrò problemi con i boscaioli”, taglio corto lo straniero. “Lo so.”

Murdra inarcò un sopracciglio. “Ricordatelo bene!” disse lei, scrutandolo con diffidenza.

“Sto cercando Daranis”, disse l'uomo senza tanti giri di parole.

“Il nobile signore?” Murdra non riusciva ad immaginare che un mago come Daranis volesse avere a che fare con un semplice contadino. Si interessa soltanto di libri e cerchi di pietra, il signorotto, non di gentaglia. “Pensi che voglia parlare con un ragazzetto come te?” lo schernì.

“Staremo a vedere.” Lo straniero non si fece turbare. “Dimmi soltanto dove posso trovarlo.”

Ha del coraggio, pensò Murdra. Oppure si trattava di un servo del mago che aveva raggiunto la taverna tramite la magia ed era già atteso dal mago di sopra? Che sia il signore stesso a decidere se vuole vederlo o meno. Io non mi ci immischio di sicuro!

“È di sopra, nella sua stanza e legge.” Murdra indicò il piano di sopra con la testa. “Fa soltanto quello. Devo portargli pure da mangiare. Sali le scale ed esci sul balcone. Poi a destra. Quella è la sua stanza.”

Lo straniero annuì in maniera concisa e si diresse verso le scale, salendo al piano di sopra. Murdra poteva sentire i suoi passi sul legno e si aspettava che sarebbe tornato in sala da un momento all'altro, subito dopo che Daranis lo avesse buttato fuori dalla sua stanza. Invece non torno, per un bel po'. Murdra prese la scopa e pulì la sala della taverna, tornò in cucina e si occupò del cibo sulla stufa. Si era quasi dimenticata dello straniero, quando questo scese di nuovo le scale e si mise al bancone.

“Sei stato dal nobile signore?!” constatò Murdra, fissando l'uomo con occhi socchiusi.

“Sì”, rispose lo straniero. “Ha detto che dovrei dare una mano alla gente del posto.” Un sorriso delicato, che Murdra non ritenne essere del tutto onesto, gli passò sulle labbra. “Cosa ne dici? Cosa posso fare per te?”

Dunque è veramente un servo del mago, pensò Murdra rallegrandosi di non essersi opposta alla sua richiesta di vederlo. “Hm. Perché no?” cominciò lei. Lo straniero non sembrava particolarmente muscoloso, ma sembrava essere in forze; sicuramente era più forte di Zyra. “Sembri abbastanza forte”, continuò.

“Cosa dovrei fare?” chiese lo straniero.

Non menzionare il piano, pensò Murdra. Aveva già commesso questo errore con Zyra. “Lentamente mi stanno finendo le scorte di idromele”, disse Murdra, “e fino alla prossima fornitura ci vorrà del tempo.” Voleva proseguire, parlare un po' del ponte bloccato e quindi vincere la sua simpatia, ma lo straniero la interruppe.

“Capisco. Vuoi che te ne procuri un po'.”

Non vuole sapere niente, pensò Murdra annuendo con la testa. Bene così. “Vai da Garv”, disse, “uno dei boscaioli. Lui dovrebbe avere ancora un paio di barili.” Che Garv fosse un violento e che sicuramente non intendesse lasciarle i suoi barili di idromele non le sembrava il caso di menzionarlo. “Puoi portarmene due?”

“Vado da Garv e ti porto il tuo idromele”, promise lo straniero.

“Ah!” borbottò Murdra. “Gli ospiti saranno felici.” Contrasse il volto nella smorfia di un sorriso ed aggiunse: “E anch'io lo sarò.”

“Dove trovo Garv?”

“Devi oltrepassare il portone e seguire il sentiero a destra, passando la vecchia torre di guarda. Troverai la sua capanna lì.”

Lo straniero si voltà, senza proferir parola. Attraverò la sala ed uscì verso il cortile. Murdra lo seguì con lo sguardo, sfregandosi le mani. L'avevo detto io, pensò. Troverò pure qualcuno disposto a portarmi l'idromele. Murdra sogghignava tra sé e sé. Il suo piano prendeva forma, anche senza Zyra.

Tradotto dal Tedesco da Lck.

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