I Volontari (seconda parte)

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

Bandiera di castel Silverlake.
Bandiera di castel Silverlake.

“Ora serve il re al burrone di Thorniara”, ringhiò Murdra, mentre truce faceva passare lo straccio sul tavolo.
Diego mise al sicuro il suo boccale di idromele. “Lester?” chiese dubbioso mentre spostava anche la sciabola dal tavolo. “Sei sicura che stiamo parlando del medesimo uomo? Il Lester che intendo io è calvo ed è pieno di tatuaggi sul viso.”
Murdra annuì mantenendo l'espressione truce. “Non è l'unico che ora serve il re”, sibilò frustando un'estremità dello straccio contro il legno di quercia del tavolo. “Si sono portati via anche i pescatori, quei maledetti cani, ed i boscaioli!” Si mise lo straccio sopra ad una spalla. Il sudore freddo della rabbia le imperlava la fronte. “Tutti i miei maledetti clienti abituali si sono portati via! Mi rimangono soltando Rauter ed i combattenti della gilda, che quel giorno non c'erano, e qualche viaggiatore. Ma chi è che si mette in viaggio in tempi come questi, con questa guerra maledetta?”
Diego ripose nuovamente la sciabola sul tavolo. “Quando è accaduto?”
“Due giorni fa, verso mezzogiorno.”
“Strano”, mormorò Diego, sorseggiando il suo idromele senza pensarci. “A Stewark non si parlava del reclutamento della gente comune.”
“Infatti non c'erano soldati di Stewark”, ringhiò Murdra. “Soltanto quelli di Silverlake.”

Gawaan.
Gawaan
“Uomini di Gawaan”, proferì Diego prendendo un altro sorso.
Murdra annuì. “Hanno parlato di volontari, ma non hanno lasciato scelta a nessuno di loro.”
“Hm.” Diego scrutava Murdra con i suoi occhi attenti. “Forse Gawaan vuole vendicarsi di Renwick, perché la gente di Stewark si nasconde sulla loro roccia invece di aiutarli nel burrone di Thorniara.”
“Ma non può farlo!” esclamò Murdra.
Diego sorrise. “È il fratello di Ethorn e comanda le truppe reali ad ovest dell'isola. Chi glielo impedirà?”
Murdra rimase in silenzio. Il re gliel'avrebbe impedito sicuramente, se non fosse sotto assedio e tagliato fuori, pensò. Del resto è un uomo d'onore che ha spedito i suoi medici personali per salvare Belgor. Diego vuotò il boccale. “Dove si sono diretti?”
“Attraverso la palude”, rispose Murdra. “Vuoi andare a servire il re pure tu, o cosa?”
Diego sorrise. “No”, rispose ridendo. “Ma forse posso raggiungerli.”
“Lascia perdere”, rispose Murdra prendendo il boccale vuoto. “Nessuno ci mette più di due giorni fino al burrone di Thorniara. Saranno già arrivati e staranno combattendo.”
Diego si alzò e pescò alcune monete d'oro dal suo borsello. “Chissà?” disse, mentre lasciava cadere le monete nel boccale. “Forse si sono fermati nella palude per costringere altri uomini al servizio del re.”
Murdra diede un'occhiata diffidente alle monete e le contò. “I maghi?” interrogò.
Diego scosse la testa. “C'è anche altra gente che abita nella palude”, rispose. “Se provassero a fare una cosa del genere nell'albero, Milten gli farebbe saltare l'armatura di dosso e li scaccerebbe nella palude a forza di palle di fuoco.”
Sa come dare la mancia, il pirata, pensò lei grugnendo soddisfatta. “E chi sarebbe questo Milten?”
Diego era già diretto verso la porta. “Un amico” spiegò brevemente. “Uno dei tre grandi maestri di Tooshoo.”
Ah, un grande maestro! pensò Murdra. Dev'essere importante, questo pirata, altrimenti non avrebbe amici del genere.

La mazza ferrata di Lester.
La mazza ferrata di Lester.

Diego le fece l'occhiolino, dopodiché passò l'uscio e si chiuse la porta dietro. “Lester?” Murdra lo sentì chiedere per la seconda volta nello stesso giorno. Si avvicinò alla finestra guardando curiosa e vide l'amico tatuato di Diego nel cortile.
“Mi sembri sorpreso”, asserì Lester.
“Pensavo che stessi servendo il re al burrone di Thorniara”, ridacchiò Diego dando una pacca sulle spalle al suo amico.
“Oh, non sarebbe qualcosa che mi si addice”, ribadì Lester. “E non avrei neanche il tempo di farlo.” Passò Diego, entrando nella taverna.
C'è qualcosa che non va, pensò Murdra scrutando Lester con gli occhi socchiusi. Poi capì di cosa si trattava: del sangue rappreso gli copriva la fronte ed anche i suoi vestiti erano sporchi di quello che sembrava sangue.
Anche Diego sembrava aver notato la cosa. Seguì il suo amico nella sala della taverna e lo squadrò attentamente da capo a piedi. “Come sei fuggito?” chiese.
Lester sorrise. “Parlando.”
Diego fissava scettico il suo viso tatuato. “Davvero?” chiese.
“Sì”, rispose l'altro con tono tranquillo.
Murdra non gli credeva neanche una singola parola: aveva visto la mazza che gli pendeva dalla cintura. Quando Lester era stata in taverna l'ultima volta l'arma era perfettamente pulita, mentre ora la testa della mazza era sporca di sangue.
“L'ufficiale del re non sembrava in vena di voler parlare”, disse Murdra.

Armatura dei guerrieri di Silverlake.
Armatura dei guerrieri di Silverlake.

“Non ho parlato con l'ufficiale”, rispose Lester, “ma con tre dei suoi soldati.”
“E l'ufficiale non ha avuto niente da ridire?” chiese Diego.
“Beh, amico mio, lui non c'era”, spiegò. “Mi ero slogato la caviglia ed eravamo rimasti un po' indietro, dietro ad una curva, e...”
Non zoppicava neanch un po' quando ha attraversato il cortile, pensò Murdra rimanendo in silenzio.
“Beh”, proseguì Lester, “quindi ho parlato con loro, da uomo a uomo.”
“Deve essersi trattato di un discorso molto intenso”, disse Diego, sorridendo divertito.
“Cosa te lo fa pensare?”
Diego indicò la fronte di Lester. “Hai sanguinato.”
Lester si toccò la fronte e sbriciolò i grumi di sangue rappreso tra le dita. “Oh”, disse. “Non è sangue mio.”
“Se lo dici tu.” Diego si sedette ad un tavolo e rimase a fissare il suo amico sorridendo.
Lester si unì al suo tavolo e cambiò argomento. “Dov'è Gorn?” chiese.
Il sorriso di Diego si fece ancora più largo mentre si appoggiava allo schienale. “A Stewark”, rispose. “E cosa ci è andato a fare?” chiese Lester.
Diego non rispose e si rivolse invece a Murdra, i cui occhi brillavano dalla curiosità. “Due boccali di idromele non ci starebbero male. Inoltre credo che il mio amico qui apprezzerebbe della zuppa.”
Murdra grugnì trucemente, dopodiché si diresse lentamente verso la cucina a passi misurati. Mentre preparava la zuppa e l'idromele i due uomini continuavano a parlare, ma non riusciva a capire cosa dicessero. Soltanto alcune parole giunsero fino al bancone, andando ad incuriosire ancor di più la donna. “Guardia del corpo” sentì e “Renwick”, “tradimento” e una volta gli sembrò di sentire Diego dire che non si fidava di nessuno, ed ancor di meno di un barone. Quando ebbe finito e tornò al tavolo, i due avevano cambiato argomento.
“Io navigherò verso Setarrif”, raccontò Diego prendendo il boccale. “Vediamo se riesco a dar fastidio a Lee ed a Hagen. E tu?”
Murdra appoggiò il secondo boccale e la zuppa fumante sul tavolo. “Io tornerò alla palude”, rispose Lester. “Forse riuscirò a dare una mano a Milten. E naturalmente cercherò di dare fastidio dove posso pure io, amico mio. Soltanto da un'altra direzione ed in un altro modo.” Guardò Murdra amichevolmente. “Si potrebbe avere anche un po' di pane?” chiese.
Murdra annuì indispettita e si diresse nuovamente in cucina a passi pesanti. Prima ancora che riuscisse a tagliare il pane sentì del rumore dal cortile.
“Ora ci serve una bella bevuta, dico bene?!” sentì la voce di Rauter. Delle urla entusiasta si levarono.
Improvvisamente i combattenti della gilda si riversarono nella sala della taverna, chiedendo idromele a gran voce. Murdra prese lo straccio dalle spalle e lo gettò sul bancone. “Prima il pane, poi l'idromele”, sospirò piano. Se non altro una parte della sua clientela abituale aveva appena fatto ritorno nel suo locale.

Tradotto dal tedesco da Lck.

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