I Volontari (prima parte)

Scritto da Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

"È storto!", urlò Murdra da una parte all'altra del balcone sibilando fra i denti. I taglialegna avrebbero fatto un lavoro migliore, si rese conto, ma i pescatori lavoravano per meno soldi. Se paghi poco riceverai poco!
"Sei sicura?", chiese Lorn. Stava giusto per battere un chiodo con il martello.
"E' troppo basso a sinistra. Lo vedrebbe qualsiasi idiota!"
Lorn rimise il martello alla cintura. "Va bene", disse sospirando. "Hiulad: un po' più altro, che ne dici?". La faccia di Hiulad, già rossissima per lo sforzo, assunse un colorito purpureo. Con un grugnito, sollevò la balaustra più su di un palmo di mano. "Così?", gemette. Murdra corrugò la fronte. "Puoi anche dire qualcosa te, sai?", ruggì in direzione di Grengar, che stava seduto là vicino sorseggiando il suo idromele con uno sguardo divertito stampato sul volto.

L'uomo che non estrae mai la sua arma:
Lo sviluppo di Lester, uno dei quattro vecchi amici, ben conosciuto a chi ha giocato i Gothic precedenti. In fasi separate artisti e modellatori 3D han portato il personaggio in vita.
Uno schizzo di Lester.
Uno schizzo del personaggio.

Un render realistico di Lester.
Un render realistico.

Versione finale di Lester in uno screenshot.
La versione finale di Lester in uno screenshot.

"Io mi faccio gli affari miei! Non hai voluto che ci lavorassimo noi, perciò ora lasciamo tutto il divertimento ai pescatori. Siamo qui solo per guardare". I taglialegna al suo tavolo alzarono i boccali e risero. Rimasta senza parole, Murdra si passò la saliva in bocca da una gancia all'altra. "Ora è troppo alto, amico mio", disse una voce da dietro le sue spalle.
Murdra si girò con uno sguardo arcigno e trattenne il fiato. Proprio come un demone, pensò. La faccia dello straniero era coperta di tatuaggi, ma il suo sguardo era amichevole e la sua voce era dolce. Murdra fissò la mazza alla sua cintura. Deve essere entrato dalla cantina. Dovrei chiudere a chiave quella maledetta porta!
L'uomo tatuato indicò Hiulad. "Un po' più in basso, amico mio", disse."Ma solo un po'."
Ad ogni sua parola che lui pronunciava, Murdra sentiva l'odore di erba di palude. Si girò verso il balcone, squadrò la balaustra e gridò:"Ha ragione!". Hiulad mugugnò e lo abbassò di qualche centimetro. "Così dovrebbe andare", disse lo straniero. Murdra fece un grugnito soddisfatto mentre Lorn batteva il primo chiodo. "Vuoi qualcosa da mangiare, eh?", chiese allo straniero. "Ho del pesce con patate già pronto".

"Le patate van bene", rispose lo straniero con un sorriso amichevole. "Ma passo per quanto riguarda il pesce."
"Accomodati pure", borbottò Murdra. "Basta che scelgi un tavolo. Io ti porterò il cibo." Adesso il rumore di martellate sul balcone era aumentato. Murdra entrò in cucina e prese una ciotola di legno da sotto il piano di lavoro. Quando riguardò verso la taverna, lo straniero stava in piedi a fianco dei taglialegna.
"È libero questo posto?", chiese.
I taglialegna lo guardarono sospettosi, fissando i tatuaggi sulla sua faccia. Dopo un attimo, Grengar ruppe il silenzio. "Per Beliar, e tu chi saresti?"
"Il mio nome è Lester, amico mio." Lo straniero si sedette a fianco di Grengar. "Vengo da Tooshoo. Non dall'albero... ho una capanna nelle paludi. Un mio amico mi ha detto di incontrarci qui. Magari lo conosci, si chiama Diego."
"Sì, l'ho incontrato", disse Grengar riluttante. "Qualche giorno fa. Adesso è a Stewark."
"Mmm..." Lester sembrava scontento.
Murdra tornò al suo tavolo. "Deve tornare", borbottò, sbattendo la ciotola fumante davanti al nuovo ospite. "Oggi o domani, ha detto."
"Aspetterò qui allora. Avete una stanza libera?"
Murdra annuì, ma aveva la testa altrove. Poteva sentire i pescatori scendere le scale.
"Abbiamo finito", disse Lorn. Murdra alzò lo sguardo verso il balcone. La balaustra era perfetta, come nuova. "potremmo berci tutti un bel boccale di..." stava dicendo Lorn, quando la sua voce si affievolì. Guardò oltre Murdra, fuori dalla finestra. "Soldati", mormorò.

C'era almeno una dozzina di uomini nel cortile, vestiti con la stessa identica armatura di Setarrif e con spade e scudi sulla schiena.
"Vengono da Silverlake", mormorò Grengar. "Cosa ci fanno qui?"
"Uh", si azzardò a dire Hiulad. "Magari erano a Stewark, dal Barone. Adesso saranno affamati ed assetati."
Alcuni di loro si stavano già dirigendo verso la porta. Murdra corse verso il bancone e verso dell'idromele. I soldati volevano sempre idromele, idromele ed ancora idromele. C'erano ancora altri soldati nel retro, vicino alla porta aperta della cucina. Quanti sono?, penso Murdra. Non c'è abbastanza spazio nel cortile?
La porta della taverna si aprì. Un setarrifiano dall'aspetto maestoso e con addosso una corazza dorata varcò la soglia. Alcuni dei suoi uomini gli passarono a fianco e salirono le scale senza esitazione. Gli altri rimasero di fianco al loro ufficiale. Il setarrifiano diede un'occhiata alla taverna con uno sguardo imperioso sulla faccia. "State bevendo? Durante il pieno giorno?", tuonò. "Non avete nulla da fare?!"

"Siamo taglialegna e pescatori, stiamo solamente mangiando un boccone", disse cautamente Grengar.
L'ufficiale guardò i suoi uomini. "Dieci uomini che mangiano da una sola scodella? Il baronato di Stewark deve essere ancora più povero di quanto pensassi!" I soldati dietro di lui scoppiarono a ridere fragorosamente e l'ufficiale si unì a loro. Poi smise di colpo e guardò Grengar dritto negli occhi. "Ecco cosa penso io: siete un branco di pigri bastardi e dovreste vergognarvi di voi stessi!" I pescatori ed i taglialegna rimasero in silenzio con gli occhi abbassati, ma Lester si limitò ad aggrottare le sopracciglia, si mise qualcosa in bocca e cominciò a masticare.
"Vedo che se non altro avete la decenza di vergognarvi", continuò l'ufficiale. "Ma siete fortunati! Io posso offrirvi una gloriosa opportunità di lavar via il peccato dalle vostre anime. Il re cerca degli uomini coraggiosi, dei volontari per sconfiggere i myrtaniani nella gola di Thorniara." Avanzò verso Hiulad. "Nulla da dire?"
"Uh", balbettò Hiulad, lento e goffo come sempre. "Mi sembra... una buona idea?"
"Così si fa! Come ti chiami, ragazzo?"
"Sono Hiulad il pescatore."
L'ufficiale guardò i suoi uomini con la coda dell'occhio. "Scrivete: Yoolud, un pescatore di Stewark, s'è offerto come volontario per servire il re sul campo di battaglia."
"Huh?", riprese a balbettare Hiulad, ma l'ufficiale non ci fece caso.

"Nessun altro?"
Grengar si alzò lentamente.
"Te?, abbaiò l'ufficiale.
Grengar scosse la testa. "Sono un taglialegna. Non so combattere."
"Imparerai." L'ufficiale spintonò Grengar verso i suoi uomini. "Verrai con noi." Il suo sguardo si posò su Lester. "Tu sembri essere una specie di necromante", disse. "Sai lanciare incantesimi?"
"No."
"Sai combattere?"
"A malapena."
"Quella che hai lì sembra essere una bella mazza potente", lo pungolò l'ufficiale.
"Quella, amico mio, è solo un deterrente", disse Lester calmo. "Non ne ho bisogno."
L'ufficiale rise ed afferrò Lester affondando il pesante guanto nella sua spalla. "Muoviti", ruggì. "Ti faremo vedere come si impugna una mazza."
Lester, che sembrò rendersi conto che non lo avrebbero lasciato andare, si alzò. "Se proprio devo", disse.
"Devi", ruggì l'ufficiale, tirandolo via dal tavolo.

"Nessuno di sopra, signore!", gridò un soldato dal balcone.
"Peccato." L'ufficiale indicò gli uomini rimanenti. "Portateli via tutti. Lasciate la donna, non sarà di nessun aiuto sul campo di battaglia."
I soldati setarrifiani avanzarono ed afferrarono gli uomini rimanenti per le braccia. L'ufficiale spinse Lester verso la porta tenendo la mano ben ferma sulla sua spalla. Lester non fece resistenza. Si limitò a ruotare gli occhi e a continuare a masticare, mentre la sua mazza pendeva inutilmente dalla sua cintura.
Lorn non aveva intenzione di seguire i soldati tranquillamente. Si liberò dalla presa del soldato e corse velocemente verso la porta della cucina. Scordatelo, pensò Murdra. I soldati sulla porta avevano un gran ghigno sul volto.
"A terra, ragazzo!" Uno dei soldati colpì violentemente lo stomaco di Lorn con il suo pugno corazzato ed il pescatore si piegò in due, con la guancia appoggiata sulla corazza del soldato. I soldati gli lasciarono riprendere fiato per un momento, poi lo riportarono indietro nel cortile attraverso la cucina.
La porta si richiuse violentemente.
La taverna ora era ora silenziosa e vuota agli occhi di Murdra. Si potevano ancora sentire delle urla violente nel cortile.
Se non altro la balaustra è a posto, pensò Murdra. Tirò fuori un libretto, una penna ed un calamaio da sotto il bancone. Una volta che il rumore fu cessato, annotò quanto gli uomini le dovevano, dal primo all'ultimo pezzo di rame.

Tradotto dall'inglese da -Henry-.

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