Biasimo

Di Hans-Jörg Knabel.

(Versione originale)

“Bah!” sibilò Murdra, smuovendo le braci con un attizzatoio. Stava in piedi davanti al caminetto in cucina, lontana dai clienti della taverna. Li sentiva mormorare alle sue spalle. Murdra era sicura che la stessero fissando, o che la guardassero almeno con la coda dell'occhio. Danno la colpa a me, pensò. A me! Si trattenne dall'andare verso il bancone e sbatterci sopra l'attrezzo di metallo e si sfogò colpendo con ira le braci.
Come potrebbe essere colpa mia quel casino?
Era forse lei la responsabile della frana che aveva bloccato il passaggio verso le paludi? Era stata lei ad invitare i briganti a bloccare il ponte per Stewark?
Murdra scosse adirata la testa.
I taglialegna invece, si disse fra sé e sé, loro sì che ne hanno di colpe! Troppo dannatamente ubriachi per opporre la minima resistenza quando i briganti li hanno mandati via a calci dalla loro capanna vicino al ponte, quei cani miserabili! Se non avessero bevuto così tanto, il ponte sarebbe ancora accessibile e la locanda non avrebbe perso ogni contatto con il resto del mondo!
Murdra lanciò l'attizzatoio al suolo e si avvicinò lentamente al bancone, lanciando sguardi irati ai taglialegna seduti ad un tavolo dalla parte opposta della taverna. In risposta, loro volsero lo sguardo altrove.
Ah!, pensò Murdra. Si sentono in colpa, quegli stupidi!

Campo dei banditi con Stewark sullo sfondo
Campo dei banditi con Stewark sullo sfondo

Eppure erano stati loro a dire a tutti i viaggiatori bloccati alla locanda che era colpa di Murdra se i briganti avevano bloccato il ponte, che lo stavano facendo a causa sua, per rovinarla. Era forse colpa di Murdra se il loro capo era stato un tempo il suo stalliere? Non riusciva neppure a ricordarne il nome. Era stato solo quando l'aveva scorto per un attimo al ponte che un ricordo a lungo dimenticato le era riaffiorato alla mente. Era completamente inutile, quel cane!, quello sì che se lo ricordava. Ma perché era lì ora, nel tentativo di rovinarla? Non aveva senso. Non aveva fatto nulla. Nulla! Certo, lo aveva cacciato dalla locanda e lo aveva ripreso perché era pigro e scortese coi clienti. Ma cos'altro si può fare con un disgraziato come quello? Non avresti dovuto continuare a prenderlo a cinghiate davanti agli ospiti, le aveva detto Grengar con un bel ghigno compiaciuto. Ma quale persona sana di mente bloccherebbe un ponte per qualche cinghiata? E solo per rovinare una povera donna, una vedova? Se quello era il modo giusto per rispondere a delle percosse, Murdra avrebbe dovuto rovinare sua madre il triplo allora.
Sputò di fianco al bancone.
I taglialegna non erano i soli da accusare però. I viaggiatori bloccati avevano avuto il loro ruolo nel rendere la situazione ingovernabile. I taglialegna avevano tentato di reagire e liberare il ponte con il loro aiuto, ma essi si erano rifiutati dicendo che il barone avrebbe mandato degli aiuti. Ma questi non erano arrivati ed ormai era troppo tardi per attaccare i briganti, dato che avevano fatto buon uso del legname ed avevano eretto una palizzata. Bisognerebbe strozzarli, tutti, pensò Murdra. La porta della taverna si aprì con uno schianto.
“Proprio ciò di cui avevo bisogno”, sibilò Murdra. Grengar!
Non era Grengar. Un brivido percorse la spina dorsale di Murdra. ”Non è possibile!”, disse senza fiato, mentre altri sparsi per la taverna urlarono per la sorpresa. Murdra tastò nervosamente sotto al bancone, alla ricerca del conforto della gamba di legno del suo defunto marito.
Lorn non fece caso alle grida, ma si diresse direttamente verso Murdra. I suoi occhi erano sottili fessure colme di rabbia. ”Seguimi”, disse in un tono che non ammetteva repliche.
Murdra annuì e diede per un'ultima volta al legno lucidato della gamba di Belgor. Lorn afferrò il suo braccio e la trascinò fuori attraverso la cucina.
”Che hai fatto?”, disse spalancando la porta.
”Io?”, urlò Murdra, incrociando le braccia davanti al petto. ”Non ho fatto nulla!” ”Hai venduto le nostre barche. Le nostre barche!”
”Erano gli accordi!”
”Gli accordi?”, disse Lorn quasi strozzandosi con quella parola. Per un attimo, Murdra pensò che stesse per colpirà, ma invece strinse i denti e fece un respiro profondo. ”Liesela mi ha detto che avresti venduto le nostre barche se non fossimo tornati dalla guerra.”
”Avevo sentito che eravate morti”, rispose Murdra. ”Il ragazzo che militava nella vostra stessa unità aveva detto così, e pure Grengar.”
”Potevi aspettare che la guerra fosse finita”, urlò Lorn.
”Un morto è un morto”, sibilò Murdra. ”Cosa c'era da aspettare?”
”Io non sono morto”, rispose Lorn. ”E neppure Hiulad, né Henk.”
”Come avete fatto a...?”
”Noi stavamo di fronte all'entrata di una caverna”, iniziò a dire Lorn. ”Quando mi resi conto che non avevamo speranze, spinsi Henk e Hiulad nella caverna. Ci siamo nascosti al suo interno ed abbiamo tenuto gli inseguitori impegnati finché Lord Gawaan ed i suoi cavalieri non hanno riportato indietro i paladini. Ecco come siamo sopravvissuti.”

La locanda ed il campo dei banditi
La locanda ed il campo dei banditi

Uno strano sospetto colse Murdra. “Si dice che Dartan ed i suoi briganti siano dei disertori“, disse. “Siete arrivati con loro?“ Lorn scosse la testa.
“Come siete arrivati, quindi? Il ponte è chiuso da giorni.“
“Ci siamo aperti la strada combattendo fino a Stewark“, disse Lorn. “Un amico ci ha portati qui in barca.“
Murdra annuì lentamente. Poteva essere.
“E la prima cosa che ho notato quando sono tornato sai quale è stata?“ disse Lorn con gli occhi accesi dall'ira. “Che la mia barca era sparita! La barca che uso per andare in mare. La barca che uso per pescare. La barca che uso per sfamare la mia famiglia! E perché? Perché sei così dannatamente avida da averla venduta!“
Avida? Murdra ne aveva abbastanza. Sciolse le braccia e si piantò i pugni sui fianchi. “Ho dato a Liesela tutto il denaro che ho ottenuto in cambio delle barche. Tutto, senza eccezioni! Mi son tenuta solo quello che mi doveva e non ho chiesto nessun interesse. Ero dispiaciuta per le donne, essendo vedove come me.“
“Non basta per comprare delle nuove barche“, sibilò Lorn.
Murdra sapeva che avrebbe dovuto fargli un'offerta se voleva avere una minima speranza di liberarsi di lui. “Va bene“, disse. “Ti darò tutto il denaro che ho ottenuto per le barche. Salderai i debiti più avanti, ma con gli interessi.“
Lorn scosse la testa. “No“, rispose. “Ci darai quel che ci serve per comprare delle nuove barche. La somma misera che c'hai dato non basta per pagare una zattera con una vela sopra.“
“Bah!“, sputò fuori Murdra. “Scordatelo!“ Diede la schiena a Lorn ed avanzò incespicando in direzione della grotta magazzino. Lorn tentò di fermarla afferrandola per un braccio, ma Murdra si liberò dalla presa e continuò a camminare.
“Te ne pentirai!“, le urlò dietro Lorn.
“Sparisci!“, urlò Murdra senza preoccuparsi di girarsi. Udì i passi di Lorn dietro di lei sul selciato, seguiti dal rumore della porta della cucina sbattuta con vigore.
Aspettò un attimo prima di tornare in cucina. Lorn non era da nessuna parte. C'era uno strano silenzio nella taverna. La brocca di idromela che Murdra teneva pronta sul bancone era sparita. Quel cane l'ha rubata!, pensò Murdra, sentendo di nuovo il bisogno di toccare la gamba di Belgor crescere dentro di lei. Cercò il suo legno lucidato, ma quello che trovò fu solo aria. Gettatasi sotto al bancone, lanciò un urlo strozzato. Era sparita!

Tradotto dall'Inglese da -Henry-.

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