Chiarimenti riguardo i racconti di Arcania

Sul forum di WorldOfGothic, EDL, il communuty manager di Spellbound, ha rilasciato un testo esplicativo fornito dell'autore dei racconti su Arcania Hans-Jörg, tradotto in italiano da xardas66. (Fonte originale)

Ciao,
il nostro autore Hans-Jörg ha trovato il tempo per dare un po' di spiegazioni riguardo ai "nomi" e all' "eroe senza nome" presenti nei racconti su Arcania e pubblicati dallo stesso scrittore fino a questo momento. È un discorso piuttosto lungo ma abbastanza interessante. Buon divertimento.

-EDL

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Ciao a tutti,

Ci sono state molte discussioni, sui forum Tedesco e Inglese di World of Gothic, e alcune forti critiche riguardo ai nomi inseriti nei Racconti sulla taverna "Cleaved Maiden". I nomi sono sempre un argomento complesso - nessun altro, più di uno scrittore di narrativa, trova difficoltà in questa materia, ad eccezione, forse, di chi sta per diventare genitore. Fra l'altro, i nomi sono anche una questione di gusto. Per essere il più possibile obiettivi e verosimili su tale argomento, abbiamo sviluppato una serie di regole per la creazione dei nomi nell'Universo di Gothic. Ho postato una descrizione in merito nel forum tedesco durante l'ultimo mese e, per dare a tutti le stesse basi di discussione, ho appena tradotto il testo per la Community Inglese. Ho fatto solo dei piccoli cambiamenti al testo originale, in modo tale da (ri)postarlo nel forum Tedesco.

Cominciamo con i nuovi nomi dei personaggi introdotti:

Va da sé, chiaramente, che in Arcania sarà introdotto un certo numero di nuovi personaggi che non sono mai apparsi nei precedenti titoli di Gothic. Come nella narrativa, in generale, ogni nuovo personaggio avrà un unico nome proprio che dovremo, quindi, inventare. Per assicurarci che i nuovi nomi possano essere correttamente introdotti nell'Universo di Gothic, abbiamo fissato una serie di regole. Per cominciare, i nomi composti da una o due sillabe sono la norma. I nomi più lunghi costituiranno un'eccezione utilizzati soltanto per una ristrettissima cerchia di nuovi personaggi. Le sillabe, prese in prestito dai nomi tipici presenti nei precedenti Gothic, sono state solo leggermente modificate quando se n'è verificata la necessità.
Il nome Ethorn è un buon esempio. Non è certamente una citazione o un plagio basati sul Signore degli Anelli! È stato ricavato dalla combinazione di due dei nomi più popolari della serie di Gothic: Tho[rus] e [G]orn, ad esempio E + Tho[rus] + [G]orn = E-th[o]-orn. Da un punto di vista filologico, questa operazione è legittima, in particolare se si considera il fatto che il gruppo "th" è un tipico e frequente fricativo (ovvero le consonanti che, per essere articolate con le altre lettere, richiedono il restringimento del canale vocale, in modo che l'aria produca, passando, una specie di fruscio come nelle parole italiane con le consonanti s, f, v. Ad esempio nelle parole italiane sito, sbaglio, scempio o, per fare un parallelo nella lingua a cui si riferisce in questo contesto lo scrittore Hans-Jörg, l'inglese, con i termini thank, that, then etc. n.d. xardas66) utilizzato per alcuni nomi nell'Universo Gotico (Ulthar, Arthog, Balthasar, Bartholo, etc...).

Di seguito sono indicati alcuni esempi di nomi generati con le regole descritte in precedenza (i nomi di base per la creazione di quelli nuovi sono tutti elencati nell'Almanacco di Gothic, e possono essere confrontati con quelli presenti in Arcania. La versione tedesca dell'Almanacco di Gothic è la più completa rispetto a quella inglese. n.d. xardas66):

Belgor: radicale = Bel- (l'analogo di Bal- in Bal[or], Bal[oro], Bal[tram]; Bel- è caratteristico nel nome Bel[iar], e nei nomi che iniziano per Be- i quali sono abbastanza frequenti in Gothic: Be[ngar], Be[ngerd], Be[nwick] etc...); il gruppo di lettere finale del nome, -gor, è analogo al gruppo -or ([Bal]or, [Akrab]or, [Conn]or, [Telb]e di conseguenza, [En]gor); in definitiva abbiamo: Bel-gor.

Craglan: radicale = [C]rag- (affine a [D]rag[o], [D]rag[omir] e, considerando un livello inferiore rispetto alla consonante -g, si possono indicare i nomi [D]ra[ke], [D]ra[x]; la parte terminale -an (relazionabile ad [Aid]an, [Ashg]an, [D]an, [Dyri]an, etc...); quindi: C-rag-l-an.

Elgan: radicale = El- (come in El[ena] e in El[vrich]); il finale del nome = -gan (come in [Ash]gan, [Ka]gan, [Jer]gan e molti altri che terminano in -an); in definitiva: El-gan.

Murdra: radicale = Mur- (confrontare Mur[at] oppure Mur[ak]; la parte finale della sillaba che compone il nome è = -ra (la controparte al femminile delle sillabe finali -rus/-us come nel nome [Tho]rus. Molti nomi femminili in Gothic terminano con la vocale "a", come in Lucia, Marta o Nadja; in conclusione abbiamo: Mur-d-ra.

Ricklen: radicale = Rick- (confrontare: Rick); sillaba finale = -len (come in [Kar]len o, ad un grado inferiore, [Zub]en, [Thorb]en, [Milt]en, [Ow]en, [Jorg]en); quindi, in questo caso, abbiamo: Rick-len.

Lord Tronter: radicale = Tro- (come in Tro[kar] o in Tro[mpok]); sillaba finale = -ter (come in [Les]ter, [Lut]ter); in definitiva: Tro-n-ter.

Oltre ai nomi caratteristici dell'universo fantasy, Gothic si distingue per il fatto di aver introdotto nomi tratti dalla nostra realtà (dal periodo medievale e dall'epoca moderna) come Goran, Diego, Lotar (Lothar), Georg(e), etc... Abbiamo rispettato questa tradizione e introdotto, quindi, questo genere di nomi in Arcania. Eccone alcuni esempi:

Gonter: è ispirato al nome Gunther.
Jilvie: è stato ricavato da Silvie/Sylvie e le sue variazioni.
Danken: è derivato da Duncan (Dankwart/Dankmar in tedesco).

Parliamo adesso dei nomi utilizzati per le isole e le città:

Sono state applicate le stesse regole viste in precedenza:

Argaan: radicale = Ar- (affine a Ar[akos], Ar[chol], Ar[mon], Ar[okkh], Ar[to]; parte finale = -aan (la sillaba finale tipica -an, con il raddoppio di vocale ("-a") tipico delle isole meridionali. Notare che i raddoppi di vocali o, in particolare, di consonanti sono frequenti nell'Universo di Gothic (Brontobb, Bufford, Biff, Cassia, Darrion e un'altra dozzina di nomi simili); in definitiva abbiamo: Ar-g-aan. Inoltre, -gan è una "Sillaba Gotica" (come per [Ash]gan).

Torgaan: radicale = Tor- (Thor[ald], Thor[ben], Thor[dir], Thor[ed] e, sicuramente, in Thor[us]. Abbiamo deciso di omettere la consonante muta "h" in questo caso); parte finale del nome = -aan (confrontare Argaan); quindi, si ha: T[h]or-g-aan.

Thorniara: radicale = Thor- (come in Thor[ald], Thor[ben], Thor[dir], Thor[ek], e nell'onnipresente Thor[us]); finale del nome = -ra (versione femminile delle sillabe finali -us/-rus; vedi "Murdra"); in conclusione: Thor-nia-ra.

Setarrif, Tooshoo e (ad un livello inferiore, in rapporto alle vocali doppie) Stewark sono consapevoli eccezioni alle regole sopra indicate. Queste varianti servono a rinforzare le differenze culturali fra il continente (Nordmar, Myrtana e il Varant n.d. xardas66) e le isole meridionali. Per analogia, il nome Jharkendar è stato utilizzato nella Notte del Corvo (fra gli altri elementi) per distinguere l'antica civiltà che abitava quel territorio, e la sua città, dalla "normale" cultura di Gothic.

Per completezza di informazione, faccio un commento generale sui nomi dei differenti luoghi presenti in Arcania (Valle del Sangue, Montagne dell'Occhio Bianco, Foresta degli Orchi, Gola dei Penitenti, Gola del Cacciatore, etc...):
Questi nomi non sono citazioni o riferimenti tratti dal mondo fantasy, ma dalla vita di tutti i giorni (in altre parole, dalla "realtà"). Nel mondo di Gothic la tendenza è stata quella di utilizzare, per le locations, nomi semplici (Campo Vecchio, Campo Nuovo, Mare di Myrtana, Isole Meridionali, etc...). Sono, quindi, nomi ispirati alla nostra realtà, come già detto. Facciamo alcuni esempi:

Come chiamereste il luogo in cui mettere le ossa di vostra nonna affinché riposi in pace? - Cimitero
Come chiamereste la foresta nella quale far pascolare il vostro maiale? Foresta del Maiale, Foresta della Ghianda
Come chiamereste la valle nella quale i cacciatori seguono le loro prede? Valle del Cacciatore
In quale luogo si possono fare scambi commerciali? In un Mercato.

Nessun riferimento al mondo fantasy, quindi. Adesso applichiamo le stesse regole ad Arcania:

Qual è il nome della valle, scenario di numerose battaglie sanguinarie? - La Valle del Sangue
Qual è il nome della foresta, dimora degli Orchi da sempre? La Foresta degli Orchi
Qual è il nome della piccola valle nella quale i criminali vengono rinchiusi in prigione? La Gola dei Penitenti
Qual è il nome della gola in prossimità di una foresta popolata da una cospicua cacciagione? La Gola del Cacciatore
Qual è il nome della montagna nella quale... (non posso dirvi di più in merito a questo argomento)? Montagna dell'Occhio Bianco.

Questi sono tutti i nomi che potrebbero esistere anche nella nostra realtà e che non hanno nessun legame con il mondo fantasy. Siamo molto interessati ai commenti e suggerimenti sull'argomento, e attendiamo un vostro riscontro in merito. Speriamo che le risposte date alle vostre preoccupazioni su Arcania chiariscano le motivazioni delle nostre scelte e della strada seguita per spiegare l'origine dei nomi dei personaggi.

L'eroe senza nome

Ciao a tutti,

Dopo aver letto le recenti discussioni qui (nel forum della Spellbound n. d. xardas66) e in seguito al post sull'origine dei nomi degli NPC, credo sia importante affrontare la questione dell'eroe in Arcania. L' "eroe senza nome" menzionato nell'ultima storia sulla taverna "Cleaved Maiden" ha acceso un vivace dibattito, così ho pensato che sarebbe stato interessante riportare i punti di vista della Spellbound e il mio, come scrittore, in merito alla questione. Prima di tutto, voglio rassicurare tutti i miei lettori: il termine "eroe senza nome" non comparirà più in Arcania.

La questione del nome dell'eroe è stata sollevata solo in merito al contesto delle rumours (notizie ufficiose) su di lui - cioè nei Racconti dalla taverna "Cleaved Maiden". Questo (il "caso" dell'eroe senza nome n. d. xardas66) è stato, chiaramente, il soggetto dell'ultimo racconto ("Dicerie dal continente"). Ho valutato differenti possibilità su come i personaggi delle mie storie si sarebbero dovuti rivolgere chiamando l'eroe. Ho quindi considerato diverse alternative del tipo "Guerriero di Innos", "Ammazzaorchi", o semplicemente... "eroe senza nome" (così com'è attualmente riconosciuto all'interno della Community e altrove).

Mentre riflettevo su questo problema, sono capitato in una discussione relativamente vecchia in World of Gothic. Il thread è stato aperto subito dopo la pubblicazione del primo racconto apparso su GameStar. Françoise informò gli utenti del forum della presenza, nel racconto, di dicerie sull'eroe senza nome, e la discussione che si è sviluppata sull'argomento ha portato a due differenti prese di posizione:

Posizione #1: L'eroe senza nome ha un nome, ma non ha mai avuto l'opportunità di menzionarlo. Di conseguenza, chiamarlo "eroe senza nome" sarebbe sbagliato e poco coinvolgente da un punto di vista narrativo.

Posizione #2: L'eroe senza nome non ha un nome. In questo caso non sarebbe sbagliato chiamarlo "eroe senza nome", ma non sarebbe neppure fondamentale dargli questo appellativo.

Secondo il mio parere, la posizione #1 è fondamentalmente corretta. L'eroe senza nome ha un nome, ma non l'ha mai pronunciato verso nessuno (come ad esempio, nelle situazioni in cui venivano scambiate battute veloci, come nel primo Gothic quando l'eroo incontra Diego per la prima volta - n. d. xardas66). D'altra parte, ho chiesto a me stesso se sarebbe stato in qualunque modo un errore, chiamarlo "eroe senza nome" nel racconto. È certamente un'inesattezza per il narratore utilizzare questo nome (come in questo esempio: "Murdra si voltò, e vide l'eroe senza nome fermo all'entrata della taverna"). Come autore, si può optare di ricorrere alla prospettiva descrittiva "tipica dell'autore", appunto, oppure con un intervento "limitato dell'autore". Nel primo caso, saremmo "il narratore con la piena libertà di esposizione" che, ovviamente, conosce il nome dell'eroe (la versione "corretta", in tal caso, potrebbe essere: "Murdra si voltò, e vide ***** fermo all'entrata della taverna"), mentre, nel secondo caso, racconteremmo quello che il personaggio che stiamo descrivendo ha già visto e riconosciuto (la versione narrativa "corretta", quindi, diventa: "Murdra si voltò, e vide l'uomo della sera precedente fermo all'entrata della taverna"). Ma nel racconto, è stato Feren, un personaggio secondario, a parlare dell'eroe senza nome. Questo cambia leggermente le cose; la questione non è, se è più o meno corretto dal punto di vista narrativo usare l'appellativo "eroe senza nome" nel racconto, ma come le dicerie che trapelano riguardo alle sue vicende vengano diffuse nel Mondo di Gothic.

La Posizione #2 sembra essere apparentemente errata (perché l'eroe prova ripetutamente a pronunciare il suo nome). Da un punto di vista filosofico, si potrebbe giustificare come corretta quest'ultima affermazione, ma non voglio addentrarmi in questo discorso. Chiunque abbia studiato Wittgenstein (Ludwig Wittgenstein [Vienna, 26 aprile 1889 - Cambridge, 29 aprile 1951] è stato un filosofo e logico austriaco, autore in particolare di contributi di capitale importanza alla fondazione della logica e alla filosofia del linguaggio - n. d. xardas66), basa il suo lavoro su regole nozionistiche, ne applica i principi e stabilisce le priorità per individuare ciò che non si conosce. Per chi fosse d'accordo con la Posizione #2, la questione è sempre la stessa, ovvero se è ancora corretto che l'eroe senza nome venga ancora chiamato in questo modo. In definitiva, viene risollevato lo stesso problema della Posizione #1: Come le dicerie sull'eroe vengono diffuse nel Mondo di Gothic?

I personaggi nell'ultima storia sul "Cleaved Maiden", rappresentano (bruscamente) entrambe le posizioni.
Murdra rappresenta la Posizione #1: «Stupidaggini - tutti hanno un nome!» e «Come può essere vera la storia di Feren se lo zio non conosce nemmeno il nome dell'eroe?»; questo significa che l'eroe ha un nome - le storie su un eroe che non ha un nome sono quindi false.

Feren, invece, rappresenta la Posizione #2: «Mio zio mi ha detto che l'eroe non ha un nome!» - questo implica che il racconto è vero, anche se ha un eroe senza nome come protagonista.

La mia posizione riflette quella di Elgan, il quale non si preoccupa della verità sul nome dell'eroe ma punta più sulla suspense e su chi scambia i racconti con l'idromele, dicendo: «Quello che conta è [...] la sbronza!». Egli crede che le storie su un eroe senza nome siano puro divertimento, a prescindere dal fatto che siano vere o no.

I nomi sono molto importanti per noi. Qualunque cosa a cui non possa essere dato un nome ci inquieta e ci minaccia. Un eroe senza nome (a questo punto definito così, "senza nome", solo perché nessuno conosce il suo vero nome) è qualcosa che mina le fondamenta stesse dell'umanità (che è la nostra capacità di dare il nome alle cose). Questa è la ragione per la quale Elgan è impaurito dalle storie su un eroe senza nome (enfatizzate da Ricklen).
Il mio ragionamento è stato il seguente: abbiamo un mondo nel quale un eroe compie grandi imprese ma nessuno ne conosce il nome; la mancanza stessa di un nome avrebbe un impatto maggiore sulle dicerie e sulle storie riguardo all'eroe, rispetto alle sue pur importanti imprese. Si potrebbe dire che ho utilizzato la designazione "eroe senza nome" che la community stessa gli ha dato come logica conseguenza, e l'ho estrapolata in modo tale da inserirla nel mondo di Gothic, e quindi adattarla ai suoi personaggi, in maniera opportuna (almeno in relazione alle rumours sull'eroe). Questa è la ragione per la quale ho consentito a Craglan di utilizzare le parole "eroe senza nome" (che non sono state usate in precedenza). In "Dicerie dal Continente", l'assenza di un nome attribuito all'eroe è stata parte di questa argomentazione.

Voglio dare ancora rilevanza al fatto che questo discorso sul nome dell'eroe riguarda le rumours su un personaggio astratto (lontano), il cui nome non si conosce e che ha compiuto imprese eroiche. Noi della Spellbound non vorremmo mai mettere le parole "Ciao, eroe senza nome" nella bocca di un NPC nel nostro gioco, e il narratore non lo farà mai ("L'eroe senza nome estrasse la sua spada e..."). Questa non sarebbe vera narrativa.

Voglio proporre quanto segue: Metterò da parte i ragionamenti filosofici, e mi concentrerò solo sui racconti. L'appellativo "eroe senza nome" non sarà più utilizzato. Come direbbe Elgan: «Quello che conta è [...] la sbronza!»

Buon Natale,

Hans-Jörg